Bologna-Milan, Bruno N’Gotty e il 1999: inizia la cavalcata!

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BOLOGNA MILAN – Per alcuni quello del 1999 è stato uno degli Scudetti più belli di sempre, di sicuro uno dei più inaspettati, anche a causa di alcuni risultati poco incoraggianti del girone di andata, come le rovinose sconfitte con la Fiorentina e il Parma o i pareggi con Piacenza ed Empoli, peraltro acciuffati negli ultimi minuti di gara.

Al giro di boa proprio la Fiorentina guida la classifica con 35 punti, seguita da Parma e Lazio a 32. Il Milan si trova al quarto posto con 30 punti, grazie alla vittoria per 2-1 a San Siro con il Perugia, arrivata dopo tre pareggi consecutivi.

La vittoria con la squadra di Castagner, però, ha lasciato uno strascico: in una stagione che ha già visto un avvicendamento in porta, dopo il fallimento dell’esperimento Lehmann, Seba Rossi, subito il goal su rigore di Nakata al novantesimo minuto, perde la testa e abbatte con un braccio teso Cristian Bucchi, rimediando cinque giornate di squalifica.

Il Milan, dunque, si presenta alla prima di ritorno a Bologna, il 24 gennaio 1999, con in porta Christian Abbiati, che nelle partitelle di inizio stagione veniva utilizzato come attaccante.

A Milano i rossoneri hanno travolto la squadra di Mazzone con un eloquente 3-0, ma i rossoblù, guidati in attacco da Beppe Signori, stanno facendo un buon campionato e si trovano al settimo posto con un punto in più della Juventus, campione in carica, e la difesa migliore della serie A.

Zaccheroni, che ha perso Helveg da qualche settimana, perde anche Boban, influenzato, e schiera Domenico Morfeo in attacco con Leonardo e Bierhoff.

Davanti a una difesa tutta lombarda, formata da Maldini, Costacurta e Sala, giocano come esterni Guglielminpietro e Ziege e in mezzo al campo Albertini e Ambrosini.

È il Bologna ad andare subito vicino alla rete con Kenneth Andersson, il cui destro dalla distanza lambisce il palo alla sinistra di Abbiati.

Il Milan risponde con una doppia occasione di Oliver Bierhoff: prima l’attaccante tedesco spreca un ottimo suggerimento di Maldini (anche se l’eventuale rete sarebbe stata comunque annullata per un inesistente fuorigioco), poi di testa riesce a beffare Antonioli, ma questa volta la posizione irregolare è piuttosto netta e l’arbitro annulla il goal.

Il vantaggio lo trova allora Beppe Signori su punizione: Abbiati non vede partire la palla e fa un passo nella direzione opposta, un errore fatale che, dopo un quarto d’ora, complica la gara dei rossoneri.

Passano, però, solo sei minuti e il Milan approfitta della temporanea inferiorità numerica del Bologna (con Tarantino infortunato, ma non ancora sostituito) e trova la rete del pareggio grazie a un diagonale dell’argentino Guglielminpietro (una delle tante storie di questa incredibile stagione), favorito dal velo di Morfeo, che inganna Antonioli.

Signori, però, è scatenato e, dopo un paio di occasioni, trova la rete del nuovo vantaggio con una bellissima girata al volo di sinistro appena dentro l’area, che batte il giovane portiere rossonero, questa volta davvero senza colpe. 

All’inizio della ripresa Fontolan ha l’occasione di dare la spallata definitiva a un Milan in difficoltà, ma, pescato in area dal solito Signori, calcia a lato, ignorando l’inserimento dello stesso numero dieci bolognese.

L’ex attaccante laziale continua a dispensare grandi giocate e pochi minuti dopo, con uno scavetto, regala ad Andersson un altro possibile match point, ma lo svedese, a secco da tempo immemorabile, spara alto.

Il Milan sembra a un passo dal colpo del KO, ma il calcio è uno sport con una logica particolare e così i rossoneri, invece di soccombere, pareggiano.

Albertini batte una punizione che viene respinta di testa dalla difesa felsinea verso Morfeo, il quale, appostato sulla sinistra appena all’interno dell’area di rigore, calcia al volo, trova la deviazione di Magoni e beffa Antonioli. A questo punto i rossoneri cominciano a credere alla vittoria, ma Leonardo, da buona posizione, non trova la rete.

Nel Milan entra il giovanissimo Aliyu (promessa mai sbocciata) al posto proprio di Leonardo, ma nel susseguirsi di occasioni è il Bologna, ancora con Andersson, ad andare vicinissimo al vantaggio con un colpo di testa che Abbiati riesce a respingere, compiendo questa volta una grandissima parata che tiene la squadra di Zaccheroni in corsa.

Nel frattempo sugli altri campi Lazio e Fiorentina stanno passeggiando e pregustano di allungare sulle dirette avversarie (il Parma alla fine pareggerà 0-0 a Vicenza).

Il tecnico di Cesenatico, a pochi minuti dalla fine, decide di mettere in campo Bruno N’Gotty, teoricamente difensore centrale, al posto di Ambrosini e gli dei del calcio lo premiano.

Aliyu, al novantesimo minuto, subisce un fallo nei pressi dell’area bolognese e N’Gotty calcia una punizione potente sulla quale Antonioli compie un errore simile a quello di Abbiati in occasione dell’1-0: il portiere rossoblù fa una passo verso destra e viene ingannato dall’effetto del pallone che si insacca alla sua sinistra.  

Il Milan, per due volte in svantaggio e in altrettanti casi vicino alla capitolazione, trova una vittoria insperata e importantissima, dando inizio a quell’incredibile cavalcata che si concretizzerà con le sette vittorie consecutive nelle ultime sette giornate, durante le quali non mancheranno altri pomeriggi al cardiopalma.

Però ammettiamolo: vittorie di questo tipo, soprattutto per un tifoso passionale come quello rossonero, hanno un sapore ancora più dolce.

Joel Da Canal

photocredits acmilan.com

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