“RedBird non decide e Cardinale perde il socio”: Milan, caos ai piani alti?

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Mentre RedBird perde un socio, Cardinale cerca investitori per il Milan: le “non decisioni” portano, scrive Repubblica, all’Arabia Saudita

Continuano le chiacchiere intorno al Milan, alla proprietà RedBird e al gestore del fondo di investimenti americano, Gerry Cardinale. In un articolo pubblicato oggi sulle colonne di Repubblica, il giornalista Enrico Currò ha ribadito l’esistenza di “investitori arabi pronti a rilevare il club dopo aver pagato il prestito ad Elliott“, investitori che però a diverse settimane di distanza rimangono ancora senza nome. Per il giornalista, Cardinale sarebbe alla disperata ricerca di un investitore per l’affare Milan dopo che uno dei primi soci di RedBird avrebbe fatto dietrofront.

“Non decide nessuno”

“MILAN, NON SONO SODDISFATTO MA MIGLIOREREMO”: GLI AUGURI DI CARDINALE AI TIFOSI

Come insiste da ormai diverse settimane, Repubblica continua ad esprimere dubbi sull’attuale proprietà del Milan, sostenendo che il fondo RedBird gestito da Gerry Cardinale sia vicinissimo ad un riassetto societario:

“Al Milan nessuno decide davvero, in questo strano limbo che negli ambienti della finanza viene attribuito a un nuovo imminente riassetto societario, con l’uscita del fondo Elliott, che nell’agosto 2022 ha ceduto la maggioranza delle quote a RedBird di Cardinale, previo prestito da 550 milioni sugli 1,2 miliardi dell’operazione. Ora investitori arabi sarebbero pronti a pagare a Elliott il prestito concesso a RedBird e poi rilevare le quote restanti, ufficialmente controllate da Cardinale”.

I nomi di questi “investitori arabi” che dovrebbero prima pagare il prestito al fondo Elliott e poi acquisire le quote del Milan di Redbird e di Cardinale, però, non sono ancora stati confermati o resi noti e la loro identità resta avvolta nel mistero: stiamo parlando del fondo del Bahrain Investcorp? Oppure del fondo sovrano dell’Arabia Saudita PIF?

“IL MILAN DI REDBIRD COME LA JUVENTUS DI EXOR”: LO STRANO PARAGONE

Cardinale e RedBird perdono l’investitore principale nell’affare Milan?

Il motivo dei viaggi in Medioriente del n1 del fondo, continua Repubblica, sarebbe legato soprattutto a logiche interne: nell’affare Milan, scrive il quotidiano, RedBird avrebbe perso il principale investitore.

“Gerry Cardinale avrebbe incassato l’estate scorsa il dietrofront del suo principale investitore annunciato nell’affare Milan: Kaiser Permanente, colosso della sanità privata americana, aveva ipotizzato un soft commitment con RedBird, un impegno iniziale, da 200 milioni. La ricerca del socio arabo si traduce nella difficoltà di assumere impegni a lunga scadenza — da Ibrahimovic dirigente al nuovo allenatore — che potrebbero essere disconosciuti dal futuro eventuale proprietario. In Arabia Saudita voga è De Zerbi: il suo Brighton gli sta procurando estimatori in Premier League, ma anche tra chi sta facendo più di un pensierino al Milan”.

E’ questo il motivo, chiude il quotidiano, per il quale il club di via Aldo Rossi “sta avendo difficoltà nell’assumere impegni a lunga scadenza“. Con gli occhi di mezza Premier League addosso, l’idea che porterebbe Roberto De Zerbi al Milan sembra in questo momento un po’ azzardata, a meno che questi misteriosi investitori arabi non si palesino offrendogli un ingaggio irrifiutabile.

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