Redbird Milan, avv. Raimondo: “Confondete i diritti, è accanimento”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Torna a regnare la confusione sulla proprietà del Milan: dopo la recente inchiesta su Redbird e la nuova carica di Repubblica, Felice Raimondo fa luce

Questa mattina si è tornato a mettere in discussione la proprietà Redbird del Milan. Nell’articolo di Repubblica si sottolinea come, in realtà, questa non sia del fondo americano, bensì di un fondo privato con sede in Olanda. Come capitato altre volte nel recente passato, l’avvocato Felice Raimondo fa chiarezza sulla situazione.

C’è accanimento morboso

Sul proprio account X, l’esperto scrive che “Sarebbe il caso di capire una volta per tutte che il diritto di credito (capitale prestato) non deve essere confuso con il diritto di proprietà (capitale conferito a titolo di equity)”. E spiega la differenza: “Dal primo si attende la restituzione oltre alla remunerazione sotto forma di interesse periodico, mentre per il secondo si è chiamati a partecipare per la propria parte ad eventuali aumenti di capitale e/o si ha diritto agli utili se e quando distribuiti, o a minus/plusvalenze in caso di cessione della quota detenuta”.

Il paragone “spicciolo” che propone l’avvocato è con l’acquisto di una casa con mutuo. Chi acquista “risulta assolutamente proprietario del 100% anche se non ha pagato tutto l’importo di tasca sua. In conservatoria il proprietario risulterà essere chi ha pagato solo una parte del prezzo pattuito”.

Infine, conclude con un pensiero personale: Non si comprende questo accanimento morboso per la situazione proprietaria del Milan, che è chiarissima, mentre nessuna indagine, domanda o ricerca viene svolta sulle altre società”.

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