Rebic e Leão – Sono solamente i gol a mancare?

Trequartista

Rebic e Leão

Le due sconfitte contro Sassuolo e Lazio hanno fatto precipitare il Milan nel periodo più difficile di questa stagione, finendo per la prima volta fuori dai primi quattro posti della classifica. Un momento complicato ancora di più dall’assenza di Ibrahimovic, vero uomo chiave e leader maximo rossonero. Anche nei primi mesi di questa stagione lo svedese ha saltato molte partite, ma la squadra aveva molta più brillantezza e diversi giocatori hanno apportato il loro contributo in fase offensiva. Adesso, invece, è l’esatto opposto: nessuno degli attaccanti sta riuscendo a caricarsi la squadra sulle spalle, manca un punto di riferimento sul quale appoggiarsi.

Concentriamoci su chi ha scelto Pioli, nelle ultime tre partite, come attaccante centrale al posto di Ibra: contro Genoa e Sassuolo ha giocato Leão, mentre contro la Lazio Mandzukic ha giocato la sua prima partita da titolare in questa Serie A.

L’EQUIVOCO LEÃO PUNTA

Quello che, ormai, sembra evidente a tutti è che il portoghese non possa giocare come riferimento offensivo là davanti. Leão ha dimostrato che non può adattarsi a quella posizione, preferisce partire largo a sinistra o al massimo far coppia con un altro attaccante. In questo senso, è abbastanza esplicativa già la minima differenza tra la vittoria contro il Genoa e la sconfitta col Sassuolo.
Nella prima, il portoghese ha completato solo 6 passaggi su 10 tentativi; nella seconda, invece, ha giocato davanti insieme a Rebic in una sorta di 4-4-2 ed ha effettuato 17 passaggi su 21. L’atteggiamento e il linguaggio del corpo, in entrambi i casi, sono sempre stati insufficienti. Nella partecipazione alla manovra però, c’è già una sottile differenza tra le due gare.

Per dare un minimo di contesto, la media in campionato di Ibrahimovic in questo aspetto è di 19 passaggi completati a partita, di cui ben 15 nella metà campo rivale (dato SofaScore).
Non ci si può aspettare da Leão lo stesso lavoro che è capace di fare lo svedese spalle alla porta, lottando contro i centrali avversari. Va anche precisato che l’attaccante portoghese sta vivendo una seconda metà di stagione da film horror in termini di produzione offensiva. Tralasciando il gol segnato a Parma abbastanza ininfluente negli ultimi secondi, non partecipava ad una rete dal 4-0 contro il Crotone a febbraio.

L’INTERRUTTORE DI REBIC

Un altro giocatore del reparto offensivo da cui ci si aspettava di più è Ante Rebic. Il croato è sicuramente il secondo attaccante della rosa, dopo Ibra, che potenzialmente avrebbe più gol nel proprio zainetto. L’ex Eintracht ha vissuto una prima metà di stagione complicata, a causa di alcuni infortuni e della poca continuità sul terreno di gioco. Nelle ultime settimane Rebic ha segnato anche alcuni gol importanti, come il 2-1 a Roma oppure le due reti che hanno sbloccato le gare contro Parma e Genoa. La sensazione è che, in un momento di difficoltà, anche lui comunque non riesca a caricarsi l’attacco sulle spalle. Per caratteristiche non è mai stato una prima punta, anche lui come Leão preferisce partire dall’esterno e tagliare verso il centro, andando ad occupare gli spazi vuoti.

Non è un caso che dei suoi 7 gol segnati in Serie A quest’anno, 5 siano arrivati con Ibrahimovic in campo. Lo svedese facilita tutto, dallo sviluppo della manovra fino al gioco diretto, passando anche – e soprattutto – per la finalizzazione. E Rebic, come del resto anche tutti gli altri compagni, beneficiano esponenzialmente della presenza di Ibra. Non proprio una cosa sorprendente che scopriamo oggi.

IL FUTURO DI REBIC E LEÃO

La valutazione finale la farà la società al termine del campionato, anche in base alla qualificazione in Champions. Nonostante abbia migliorato le cifre dello scorso anno, la seconda stagione di Leão è stata abbastanza deludente. Il portoghese ha segnato in totale 7 gol e fornito 5 assist, ancora troppo poco considerando che è il terzo giocatore offensivo della rosa per minuti giocati (il primo Calhanoglu, il secondo Saelemaekers). Leão ha sempre dimostrato di possedere notevoli qualità, ma per adesso non è migliorato negli aspetti di gioco in cui ha carenze ed è rimasto molto grezzo.

Per quanto riguarda Rebic, invece, parliamo di un giocatore con un profilo completamente diverso. Il croato è un giocatore esperto ma che, nella sua avventura in rossonero, ha spesso peccato in continuità. Anche lui ha segnato 7 gol come Leão, giocando però molti minuti in meno. Se il Milan vorrà fare il salto di qualità tanto desiderato, dovrà capire bene cosa fare con questi due giocatori.

Possono apportare quello che serve in una partita di Champions? Un dubbio che risuonerà anche nei pensieri di Maldini e Massara, aspettando di capire come terminerà questa Serie A.

photocredits acmilan.com

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