Quando Van Basten disse di Ziyech “È una persona stupida”

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Nel mese di luglio tutti i milanisti conoscono il profilo di Hakim Ziyech, nome di mercato graditissimo al Milan, e tanti sanno che l’esterno del Chelsea è di nazionalità marocchina ma, in pochi, molto pochi in verità, che Ziyech sia calcisticamente cresciuto fin da subito in Europa, nell’Olanda del suo Ajax, con precisione, ed anche nelle giovanili della Nazionale.

Ma quanti milanisti immaginano che Ziyech e Marco Van Basten, leggenda dell’ambiente rossonero  che affonda le sue radici ne mito di un Milan “immortale” degli anni ’80, hanno attraversato un rapporto complicato da “giocatore” ed “allenatore”?

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L’alba della conoscenza dei due risale alla stagione 2013/14 dell’Herenveen, club dell’Eredivise da cui puntualmente nascono diamanti grezzi da destinare alle squadre di vertice. E sembrerebbe che, tra i due, almeno inizialmente, scorreva buon sangue.

I gol sono stati costanti durante tutto il percorso relativo all’ odi et amo: Van Basten vede del potenziale nel suo ragazzo, e così lancia Ziyech, talentino dalle giovanili, tra i titolari della prima squadra. In 36 presenze, Ziyech conclude 11 gol nella stagione e si consacra a splendida perla nella grande ostrica delle Eredivise, l’Herenveen sta bene in campo.

I campi d’allenamento dell’Herenveen, contestualmente al rapporto tra i due, raccontano tutto il contrario: screzi, punizioni, bronci ed i due menti sporgenti dei nostri due protagonisti. Evidentemente, l’unica scintilla scattata si regge surfando sul precisissimo alluce mancino di Ziyech, non proprio nel feeling tra il mister olandese ed il calciatore marocchino. E così, in seguito alle bravate di gioventù del nativo di Dronten, il Cigno di Utrecht spedisce il ragazzo più volte tra le riserve, o peggio tra i piccoli della primavera, punitivamente.

Perché Ziyech non viene da un’infanzia serena, ed anzi, orfano, conosce la strada, la droga e pure la droga in strada che, sommata, dá un risultato peggiore. Dunque, sapersi ambientare in un contesto con delle regole definite, come sottostare al mister e rispettare gli orari o concentrarsi sull’esercizio fisico, decisamente, era troppo per Hakim e, dopo un anno, i due si lasciano: Ziyech preparia i bagagli per crescere con il Twente.

Come tutte le coppie problematiche, i due si sono poi rincontrati nel 2016. Non sul campo, bensì nei titoli dei giornali, quando Marco Il Magnifico ammise in una conferenza, sconsolato: “Hakim Ziyech ha scelto di giocare per il Marocco? Va bene, a me sembra una decisione stupida di una persona stupida.

Sua Maestà fu certamente duro con un’affermazione che non tende al politically correct ma, se c’è un qualcosa che possiamo evincere dalla frase lapidaria di Van Basten, è che l’ex allenatore credeva nel talento di Ziyech per il futuro della sua giovane Olanda.

La storia non si concluderà con un lieto fine, ma a distanza di anni… magari Ziyech soddisferà presto Marco Van Basten, con la maglia rossonera del Milan addosso però.

 

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