Che succede capitano?

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Prendiamo la macchina del tempo e torniamo indietro al 21 luglio 2020, data in cui il calendario prevede il match della 35esima giornata tra Sassuolo e Milan. I rossoneri guidati dal solito Zlatan Ibrahimovic strappano tre punti  pesantissimi contro i neroverdi e continuano la loro rincorsa per un posto in Europa League. 

No, non parleremo del solito immenso gigante svedese, ma di un ragazzo che da quella giornata di campionato sembra non essere più tornato. Torniamo per un attimo sul prato del Mapei, precisamente al minuto 31 quando Alessio Romagnoli si accascia al suolo ed è costretto a uscire per un fastidio al polpaccio della gamba destra.

Gli esami del caso lasciano poche speranze: lesione distrattiva del gastrocnemio mediale del polpaccio destro e un addio anticipato alla stagione 2019-2020.  Sembra un problema risolvibile per l’inizio della stagione ma ai nastri di partenza il Milan si presenta con Simon Kjaer e Matteo Gabbia come centrali titolari e poco altro a disposizione per mister Stefano Pioli (Duarte e tanti sbarbati della Primavera).

Alessio Romagnoli si riprende le chiavi della difesa e la fascia di capitano il 17 ottobre scorso, ben 88 giorni dopo quella brutta lesione al polpaccio che aveva scritto la parola fine alla stagione passata. Lautaro e Lukaku sono clienti difficili e Alessio è ben lontano da una condizione accettabile. Il ragazzo di Anzio stringe i denti, si sbatte e si sacrifica ma c’è da migliorare per ritrovare lo smalto dei mesi passati.

Strappati i tre punti nel derby grazie a un sontuoso Ibrahimovic, arriva l’esame Roma ma la musica non sembra cambiare per Alessio. Anche stavolta la prestazione è incolore e a brillare è solo la stella del suo compagno di reparto, quel Simon Kjaer arrivato da Bergamo da separato in casa e diventato, in pochi mesi, simbolo del nuovo Milan di Stefano Pioli.

Riprendiamo la nostra macchina del tempo e torniamo al San Paolo e alla splendida vittoria arrivata contro il Napoli dell’ex (mai odiato) Rino Gattuso.  I rossoneri brillano grazie a Donnarumma, Theo, Kjaer, Ibra e Hauge. Indovinate un po’ chi manca all’appello?

Già, ancora una volta l’unico sotto la sufficienza è Alessio Romagnoli, reo di essersi fatto saltare con troppa sufficienza da Mertens in occasione dell’1-2 partenopeo. 

I tifosi del Milan sono dalla parte del capitano ma sui social comincia a serpeggiare un po’ di malumore per le ultime prestazioni del 13 rossonero.

La domanda sorge spontanea: è solo un problema di condizione o la crescita di Alessio è giunta al termine? Dopo l’annata con Bonucci, Roma sembrava essere pronto a prendere in mano la difesa del Milan ma invece di fare il passo in avanti sembra averne fatti due indietro.

La condizione fisica non aiuta, e ci mancherebbe altro dopo 88 giorni fuori per infortunio, ma il Milan ha bisogno del miglior Romagnoli per raggiungere qualcosa d’importante in questa stagione. 

Possibile quindi che sia un problema di crescita? Come si dice in questi casi, ai posteri l’ardua sentenza. Il Milan e Maldini credono molto nelle potenzialità di Alessio e lui, dal canto suo, è molto grato a una società che gli ha affidato la fascia di capitano dopo l’ennesimo cambio della guardia societario.

Il problema è un contratto con scadenza 2022 e un accordo da discutere con Raiola da qui a pochi mesi. Le strade dovrebbero portare (condizionale d’obbligo) ad un rinnovo e questo è l’augurio che possiamo farci.

Di doman non v’è certezza diceva un verso della Canzona di Bacco di Lorenzo De’ Medici, ma il futuro è adesso per il Milan. Per raggiungere un traguardo importante, Alessio deve ritrovare se stesso a suon di prestazioni e carattere, tirando fuori quella personalità che gli è sempre mancata anche con la fascia da leader al braccio.

Ma non è troppo tardi per farlo mio caro Alessio: il Milan ha bisogno di te, la società ha bisogno di te, Simon, Gigio e Zlatan hanno bisogno di te, i tifosi hanno bisogno di te…. E allora forza capitano, è il momento di diventare grandi insieme!   

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