Quella volta che… Milan – Juventus 25/02/2012: è gol!

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Milan-Juventus – Per scrivere questo pezzo, come sempre, ho rivisto la partita. Sono passati quasi otto anni, dicono che il tempo sia un antidolorifico molto efficace.

Sto pestando le dita sulla tastiera con rabbia. Niente da fare, non passa. 

Dovrei raccontarvi quello che successe, ma questa volta, più di ogni altra, è un’operazione inutile. 

I milanisti ricordano

Decisero che il pallone, su quel gol di Muntari, non era entrato. Eppure ogni tifoso milanista quel pallone se lo porta ancora dentro, nello stomaco.

Prima di quella partita, prima di quella stagione, prima di quel colpo di testa raccolto da dentro, le cose erano diverse. 

Noi eravamo lo squadrone, la corazzata che doveva marciare trionfalmente verso lo scudetto, una rosa forte e completa. La Juve, invece, in estate aveva chiuso il rapporto con Del Neri, e preso un ex giocatore in panchina, che aveva fatto buone cose a Siena nella sua unica esperienza come allenatore in Serie A. 

Noi in panchina avevamo confermato Allegri dopo la vittoria dell’anno precedente e fatto una campagna acquisti non troppo audace, mettendo in rosa Aquilani, Mexes, El Shaarawy e Nocerino. 

La Juve tra le altre operazioni (Vucinic, Giacchierini) aveva preso Vidal dal Leverkusen ad una decina di milioni e, purtroppo, ingaggiato Andrea Pirlo a parametro zero.

Un po’ per meriti loro, un po’ per demeriti nostri, in una stagione in cui, comunque, siamo stati vessati dagli infortuni, in classifica siamo testa a testa per tutto il campionato. 

È vero, succedono altre cose dopo quella partita. Ad un certo punto dilapidiamo un vantaggio di sette punti. Eppure …

Eppure la testa ritorna sempre lì, a quel pallone giallo a strisce blu, che supera la linea bianca e il gioco non si ferma.

Anche se so che la ricordate, vi racconto quell’azione, nella speranza di esorcizzare lo spirito di quel gol fantasma. 

È il primo tempo, stiamo già vincendo 1-0 con il gol di Nocerino, battiamo un calcio d’angolo dalla sinistra. Sul pallone ci sono Robinho ed Emanuelson, tocco corto di Roby per Urby, cross di mancino.

La palla trova la spizzata di Pato che aveva tagliato bene oltre il primo palo, Mexes, smarcato a centro area, può colpire verso la porta. Buffon para ma respinge corto, Muntari è ad un metro dalla porta, colpisce di testa.

Per farvi percepire l’atmosfera surreale dopo quel colpo di testa vi riporto il virgolettato della telecronaca di Fabio Caressa a Sky:

“Muntari! E poi Suuuuuuuuuleyyyy Muuuuuuuuntaaaaaaaariiiii! Ma non è gol, è annullato il gol, fuorigioco di Muntari dopo la straordinaria parata di Buffon forse, poi rivedremo. Estigarribia, ancora Estigarribia uno contro uno, il SINISTRO, Abbiati dalla parte opposta!”.

Sì, Caressa, come tutti i cronisti che erano in diretta, non riesce a capire subito cosa sia successo,  pensa che il gol sia stato annullato per fuorigioco senza che sia stata interrotta l’azione.

Per onestà intellettuale bisogna ricordare anche il gol annullato a Matri nel secondo tempo, il fuorigioco è al limite ma sembra regolare, comunque è una di quelle situazioni che, oggigiorno, al Var capita che annullino per qualche millimetro.

Il paragone delle due situazioni è, ovviamente, inesatto. Sia perchè il gol di Muntari ci avrebbe portati sul 2-0, in un primo tempo dominato, e avrebbe tagliato loro le gambe. Sia perchè, oggettivamente, non sono errori arbitrali paragonabili.

Ho riflettuto tanto su come attenuare la rabbia che viene da quella partita, a come cercare di soffocarla, dimenticarla.

Poi ho capito che è meglio non farlo, è meglio restare arrabbiati.

Anzi, prendete i ragazzi, prendete Leao, prendete Hauge, prendete Kalulu, Dalot, Saelemaekers. Prendeteli tutti.

Fategliela vedere, fategli vedere la partita. Che la conservino dentro. Fateli arrabbiare.

Che stasera si gioca.

Stefano Attardi

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