LAPADULA

Milan-Crotone, 04/12/16: Quella volta che … Gianluca Lapadula

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LAPADULA MILAN – Esistono premi ambiti, altri meno desiderati, altri ancora snobbati. Questo premio è talmente denigrato che ha smesso di esistere, anzi, non è mai esistito.

I lettori più intuitivi e sagaci, a questo punto alzeranno le sopracciglia: “Ma che roba è?” Alcuni, i più acuti tra i dritti, storceranno le labbra con aria perplessa: “Mah, secondo me non sapeva che scrivere su Milan Crotone”.

Bene, lettori acuti, veniamo a noi. Avete ragione (non a caso siete acuti).

Milan e Crotone si sono affrontate per sei volte, cinque in Serie A e una in Coppa Italia. Nello specifico, Milan – Crotone a San Siro, in campionato, spazio claustrofobico di presupposti confini entro i quali questo “articolo” può muoversi, si è giocata due volte:

L’ultima nel gennaio 2018, vittoria uno a zero con gol di Bonucci che si sciacqua la bocca. Ora, non so voi, ma io non sento particolare necessità di ricordare l’avvenimento.

L’altra si gioca nel dicembre 2016.

Vedete, noi di RadioRossonera, in fondo, siamo bravi ragazzi. Un’oasi limpida di onestà intellettuale. Non me la sento di caricare di enfasi una partita che, sinceramente, l’enfasi l’ha vista col telescopio.

É una partita bruttina, si gioca alle 12:30 (l’orario delle partite bruttine).

Qualche rapido richiamo di memoria. Sorpresa! In quel momento siamo secondi in classifica. Il Milan di Montella non sta facendo affatto male, Suso trascina la carretta. Certo, la carretta rientra spesso sulla sinistra, qualche piccolo problema di convergenza, però più o meno le cose stanno funzionando.

Kucka a centrocampo brucia 2000 kcal a partita. I giovani Locatelli, Romagnoli e Donnarumma sono in un periodo si. Le cose girano.

A dirla tutta, contro il Crotone Kucka non gioca, è diffidato e la partita dopo è contro la Roma. Gioca titolare José “El Principito” Sosa: 7,5 milioni di euro, uno scontrino che ancora grida vendetta.

Inutile girarci attorno, uno dei problemi di quella squadra era l’attacco. Luis Adriano da oggetto misterioso è arrivato e da oggetto misterioso è andato via.

Suso pende a sinistra. Niang a me sembrava forte ma qualcosa si è fermato, per sempre, sul palo contro il Barcellona. Verrebbe da chiedersi come sarebbe stata la sua carriera se quel pallone fosse entrato. Ma ok, in questa dimensione Niang è rimasto promessa infranta [Vedi Wikipedia cfr. sindrome di Gasbarroni].

Di solito c’è Bacca che, sebbene perennemente accigliato, segna con una certa regolarità. Ma, in quel Milan-Crotone, Bacca non è disponibile.

Gioca titolare Gianluca Lapadula, mattatore assoluto col Pescara in B. Molti gol, alcuni bellissimi. Arriva al Milan per la cifra considerevole di 9 milioni (senza bonus). 

Ora, io voglio bene a Lapadula, gli auguro di segnare 40 gol da adesso alla fine del campionato e vincere la scarpa d’oro, però Gianluca dai, guardiamoci negli occhi, le cose non stanno andando esattamente come avevi sperato. 

Soprattutto l’attaccante sembra pagare dazio alla maggiore fisicità dei difensori della massima serie. Se fosse appena più alto, se fosse appena più veloce, se fosse appena più tecnico …

Citando Woody Allen, autore del film Basta che funzioni, come mia madre diceva sempre: “Se mia nonna avesse le ruote sarebbe una carrozza”.

Scusate lettori acuti, ci siamo persi in chiacchiere, vedo i tecnici delle luci che mi fanno segno di stringere. Va assegnato il premio.

Dicevamo, Dicembre 2016

É l’inizio del secondo tempo, il risultato è sull’1-1. Dalla sinistra Sosa (non Suso) mette un pallone in area. Abate è in proiezione offensiva, arriva in tuffo di testa sul secondo palo, la mette in mezzo. 

La palla arriva a Lapadula, a mezzo metro dalla linea, il portiere era andato a coprire il secondo palo su Abate.

Lapadula colpisce il pallone con lo stinco destro, indirizzandolo verso la porta. La palla rimbalza sul terreno e Lapadula stesso la para con la mano sinistra.

Gran parata, la palla esce dallo specchio di porta e rimbalza verso un difensore del Crotone che spazza. Seguono una quindicina di secondi in cui, allo stadio e sui divani, i vicini di posto di guardano in silenzio. Il pensiero è universale: ma come ha fatto?

L’ipotesi a tutt’oggi più accreditata è che il braccio sinistro di Lapadula tifi Crotone.

La storia di Lapadula in quella partita, comunque, non finisce in quell’episodio. Gianluca è uno di cuore, sbatte contro tutti e si sbatte per tutto il campo.

Cinque minuti dopo si procura un rigore che Niang sbaglia, o meglio, che Cordaz para. Segna un  gol irregolare, travolgendo malamente il portiere dalla cresta bionda, che l’arbitro annulla senza pensarci troppo.

E poi all’89’ alla sua prima da titolare in maglia A.C. Milan, ci regala i tre punti, esulta come un pazzo. Mai gol fu più sudato.

Perchè Gianluca Lapadula, per segnare, deve fare fatica. Lottare.

A volte anche con parti del proprio corpo.

photocredits acmilan.com

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