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Lorenzo Colombo, appuntamento con il destino

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“La fortuna è cieca, ma la sfiga vede bene” (cit), ma a vederci bene è spesso anche il destino.
Quel destino che ha chiamato Lorenzo Colombo, involontario spettatore di una tipica due giorni rossonera sconvolta dalla positività Covid di Leo Duarte e Zlatan Ibrahimovic, e gli ha buttato addosso la maglia da titolare nella partita più importante di questo inizio di stagione del Milan e, senza dubbio, la più importante della sua brevissima carriera da professionista. E con la spregiudicatezza che contraddistingue questa età ha abbracciato il destino sugli scalini che portano al prato di San Siro, lo ha ringraziato e poi ha lasciato tutti i pensieri alle spalle, testa, occhi e cuore unicamente verso il Bodo/Glimt, verso una partita che per il Milan valeva l’accesso all’ultimo
playoff e per lui la possibilità di mettere il suo nome sulla mappa del calcio europeo dei grandi, di dire, a 18 anni, “ci sono anch’io”.
Uno di quei momenti da slinding doors della vita e della carriera, uno di quei treni che devi per forza prendere, essere abbastanza attento da non perderlo e abbastanza veloce per afferrare l’occasione.
Poi ci sono il campo e la partita.
Il fischio d’inizio, un fischio per iniziare il sogno, un fischio per partire, i primi passi a San Siro dall’inizio, le prime corse. Quella sensazione di essere un ragazzino tra i giganti, nascosto, poco cercato e poco capace di farsi trovare dai compagni. Il Milan parte piano, fatica e va sotto. Il gol di Junker sembra aprire quella partita che tutti avevano in un angolo recondito della testa, la partita della beffa.
Ma se il destino ti ha scelto non ti lascia lì a vagare per San Siro senza meta, senza darti la possibilità di sfruttare la grande occasione.
Pareggia subito Calhanoglu e a quel punto il Re Leone della primavera inizia a macinare gioco e a lavorare palloni, andando vicino al gol con un bel mancino a giro fermato dal portiere, ma è la sua serata, la luce gira illumina gli altri, staziona spesso sul numero 10 rossonero, ma il destino ha scelto e riflettori devono tornare su di lui e sui suoi piedi. Il destro per la precisione, quello meno buono, quello che gli serve per ribaltare la partita e appoggiare in rete il suo primo gol tra i professionisti, alla prima da titolare. Calhanoglu fa una magia e per lui è tutto facile, ne ha segnati a valanghe di gol così, non può sbagliare, ha la spinta del destino, e infatti non sbaglia.
Appuntamento con la storia, terzo marcatore rossonero più giovane di sempre a segnare in Europa (dietro solo a Mohamed Sarr e Paolo Ferrario), e con il destino che non poteva che avvenire laddove Lorenzo è diventato grande: l’area di rigore. I gol sono il motivo per cui il Milan ha deciso di credere in lui e di rinnovargli il contratto fino al 2024. I suoi gol sono una delle ragioni per cui mister Federico Giunti lo aspetta con ansia nel suo Milan primavera per tentare l’assalto alle zone nobili del campionato, perché Lorenzo è così, vive per il gol,
sente la porta, è parte di lui, il pallone quando lascia i suoi piedi vuole andare dritto lì.
E così è stato anche nella porta norvegese, per una notte che non dimenticherà mai. Lorenzo Colombo, il Panzer di Vimercate, al Milan praticamente da sempre. Da quando, piccolino, correva dietro al pallone con i suoi occhi azzurri incastonati in una folta chioma bionda da piccolo leone, l’animale che Lorenzo piace mettere come emoji sui social e nel quale, probabilmente, si ritrova. Talvolta sonnacchioso, quando si sveglia e decide di attaccare e colpire non ci sono possibilità, il morso arriva, spesso letale, spesso quando c’è bisogno di ribaltare la situazione, lo ha fatto diverse volte la scorsa stagione nel campionato Primavera 2. Proprio come contro il Bodo/Glimt, non uno dei tanti, ma uno dal peso specifico importante. E quando dopo un’ora Pioli lo richiama in panchina si è potuto lasciare andare, scaricare un po’ di quella sana tensione che lo ha accompagnato per tutta la partita.
Avrà le sue occasioni durante questa stagione e, sicuramente, nelle prossime, intanto il primo scoglio è stato superato. In una notte in cui si attendevano fulmini e saette sopra un San Siro completamente a porte chiuse, il destino ha deciso di regalare una serata fresca, ma non piovosa e ha deciso di baciare in fronte Lorenzo Colombo donandogli un futuro che potrebbe essere di quelli radiosi, ora sta a lui andare avanti sulla strada che è stata tracciata. Certamente la partenza è stata quella di un predestinato che alla chiamata con il destino, ha risposto presente con coraggio e la giusta dose di spavalderia.
Matteo Vismara
pic credit: acmilan.com

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