La FIGC studia il suo personale Fair Play Finanziario: come funzionerebbe?

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A fine mese, la FIGC e le leghe professionistiche dello sport italiano si confronteranno sul tema dell’indice di liquidità come parametro per iscriversi ai campionati. Oltre a ciò, come riporta il Corriere dello Sport, al tavolo si potrebbe discutere di un altro argomento, una novità importante nel caso venisse introdotta in futuro. La Federazione ha intenzione infatti di preparare un tetto ai costi per i club, sulla scia del nuovo Fair Play Finanziario della UEFA.

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Quest’ultimo è basato sul modello dello “squad cost ratio”, ovvero del rapporto tra i ricavi e i costi legati alla squadra: stipendi e ammortamenti per i calciatori. I secondi non possono superare una certa soglia rispetto ai primi: una regola che controlla i costi e limite le spese per stipendi, trasferimenti, commissioni agli agenti. Nel caso della UEFA, il tetto è stato fissato al 70% e si può raggiungere entro 3 anni (si parte quest’anno con il 90%). A questo modello, la FIGC sta pensando di fare una piccola modifica: vorrebbe partire da subito con il tetto all’80%.

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