Europei femminili: gli scenari del possibile slittamento al 2022

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Lo stop forzato di tutte le attività non necessarie sovrasta ormai da più di un mese il nostro presente: ciò significa anche niente attività sportive, niente partite, niente campionati, niente tornei. Niente di niente.
Questa situazione però influisce sempre più anche sugli scenari del futuro prossimo, nel quale non c’è posto allo stesso tempo per un garantito stato di salute di massa e i grandi eventi previsti già da diversi anni: e dunque rimandati gli Europei 2020, posticipate le Olimpiadi di quest’estate.
Il rinvio di questi colossali eventi si ripercuoterà inevitabilmente su ciò che avrebbe dovuto riempire anche il prossimo anno: il riferimento è in questo caso agli europei femminili, previsti per luglio 2021.
“Gli europei femminili del 2021 saranno quasi sicuramente spostati al 2022, invece di farli scontrare con il rinvio degli europei maschili” scrive The Telegraph in un articolo del 23 marzo. La decisione sembra ormai orientata verso questo destino, profilando forse la migliore soluzione possibile per la competizione femminile di punta della UEFA.
L’ipotesi di lasciare intatta la data di inizio degli europei femminili andrebbe infatti a ledere gli stessi interessi del torneo: l’organizzazione UEFA occupata con gli europei maschili non potrebbe infatti destinare la necessaria attenzione anche agli WEuro (Women’s Euro) in parte anche contemporanei, vedendo oltretutto lo staff già fisicamente impegnato con la competizione itinerante, mentre gli europei femminili si terranno unicamente in Inghilterra.
L’aspetto logistico investirebbe anche il rischio di sovrapporre gli impegni dei diversi team della stessa nazione tra europei ed Olimpiadi, inducendo ad una scelta che finirebbe inevitabilmente con il condannare o l’una o l’altra squadra.
Un ulteriore fattore da chiamare in causa è la potenziale difficoltà nel promuovere con la necessaria accuratezza un evento ancora complessivamente fragile come quello degli europei femminili: supportare la causa del torneo femminile durante lo svolgimento della fase maschile potrebbe infatti mettere in competizione partners, sponsor e attori che potrebbero risentire in maniera decisiva di una tale situazione concorrenziale.
La migliore ipotesi per tutte le competizioni sembra dunque prevedere il rinvio degli europei femminili al 2022: in tale caso si profilerebbe solo la competizione con i Commonwealth Games, previsti per lo stesso anno.
Il tanto atteso feedback della UEFA terrà certamente cont di tutti i possibili incastri degli eventi sportivi, realizzando così il puzzle più rispettoso per tutti i partecipanti.
 
Foto credits: FIGC.it – Gettyimages
Lucia Pirola
Da The Telegraph

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