ESCLUSIVA – Il Palermo è del City Football Group: l’analisi di Radio Rossonera sulla strategia della nuova proprietà e sulle analogie con Red Bird

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Coronando uno dei sogni di rinascita più romantici della storia del calcio italiano, il Palermo è riuscito poche settimane fa, sconfiggendo il Padova nella finale playoff, a tornare finalmente in Serie B. Lo ha fatto per merito di Silvio Baldini, un allenatore tornato all’ovile perché innamorato della città, lo ha fatto con l’aiuto di Brunori, 29 gol e 5 assist in 47 partite stagionali, ma lo ha fatto soprattutto grazie al palermitano Dario Mirri, presidente che ha salvato la società dopo il fallimento dichiarato nell’ottobre del 2019.

Prima della promozione ottenuta a giugno però, una notizia inaspettata ha stupito l’ambiente rosanero. Nel mese di aprile il City Football Group, holding e colosso del calcio mondiale che gestisce ben 10 squadre (tra cui il super Manchester City) ha manifestato interesse a rilevare il Palermo. Dopo un primo contatto avvenuto a maggio, e quasi due mesi di trattative intense, qualche giorno fa ha rilevato la maggioranza della società: l’ex club di Zamparini è diventato (dopo Manchester City, New York City FC, Melbourne City FC, Yokohama F. Marinos, Montevideo City Torque, Girona FC, Sichuan Jiuniu FC, Mumbai City FC, Lommel SK, ESTAC Troyes e Club Bolivar – quest’ultimo solamente in funzione di partner club) la dodicesima squadra gestita dal gruppo anglo-saudita.

Il progetto CFG

Nel 2013 prende vita un progetto, quello del City Football Group, che l’ex vicepresidente del Barcellona ed attuale AD del gruppo Ferran Soriano aveva già in mente nel 2005, quando esplorò la possibilità di dare vita ad un club americano collegato al Barcellona. Allora non se ne fece niente, ma nove mesi dopo il suo arrivo al Manchester City, con la nascita del New York City FC (ammesso in MLS dal 2015), la sua idea visionaria è diventata realtà grazie all’aiuto economico dell’Abu Dhabi United Group.

I finanziatori

Il fondo di investimento dello Sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan, membro della famiglia reale di Abu Dhabi, possiede il 77% del CFG. Della restante percentuale, il 12% circa è in mano un consorzio di investitori istituzionali cinesi guidati da CMC Inc, conglomerato leader nel settore dei media e dell’intrattenimento; poco più del 10% che rimane è stato acquisito nel novembre 2019 dal fondo di private equity USA Silver Lake (leader mondiale negli investimenti tecnologici) per 500 milioni di dollari. Dopo questo investimento, il valore complessivo del CFG è arrivato a 4.8 miliardi di dollari.

La strategia

La strategia per i rosanero è chiara: il Palermo diventerà una squadra satellite al pari degli altri club sotto la gestione del City Football Group. Si applicherà lo stesso metodo di lavoro, con gli stessi obiettivi; scovare innanzitutto giovani talenti da far crescere (disputando il campionato di Serie B, solo con passaporto dell’Unione Europea) a vantaggio innanzitutto del Manchester City, almeno fino a quando non si raggiungerà la promozione in Serie A. Inoltre, è bene ricordare che, fin quando il Palermo sarà in mano al gruppo City Football Group, il club non potrà partecipare alle competizioni UEFA perché il regolamento lo vieta.

Un altro progetto di rilievo è legato allo sviluppo del brand, che non è mai stato sfruttato in ambito internazionale (nonostante il Palermo goda di una grande cassa di risonanza soprattutto negli USA e in Australia), e di cui il CFG vuole sfruttare al massimo le potenzialità sia in Italia (con un ampio bacino di tifosi dei rosanero) che all’estero.

Infine, le infrastrutture. Il Palermo ha da tempo avviato il progetto per realizzare un nuovo centro sportivo di proprietà all’avanguardia.

In effetti, pensare che le società gestite dal CFG siano relegate al ruolo di eterne satelliti del grande sole blu del City è riduttivo e in parte errato. L’idea iniziale di creare un modello di gestione con l’obiettivo di alimentare essenzialmente il successo sportivo e lo sviluppo del marchio Manchester City ha dovuto fare i conti, proprio per perseguire tale obiettivo, con la necessità di migliorare in modo armonico ed uniforme le prestazioni calcistiche di tutte le squadre del gruppo. I risultati non si sono fatti attendere: il NYC FC si è appena laureato campione della MLS, il Melbourne City FC ha vinto il campionato australiano 2020-2021 e gli Yokohama Marinos (società della quale il gruppo possiede solamente il 20%) quello del Giappone nel 2019.

Il calcio del futuro

Il mondo del calcio si avvia a cambiare definitivamente pelle. L’era del presidente-padrone, primo tifoso della squadra, è ormai una pagina di storia, in alcuni casi molto (av)vincente, che difficilmente potrà tornare. Se prima l’obiettivo di un club calcistico, era essenzialmente sportivo (vincere trofei il più possibile prestigiosi) oggi, sceicchi e fondi d’investimento entrano nel mondo del calcio per trasformarlo in un “contenitore di spettacolo” a 360 gradi. Vittorie e trofei? Aiutano certamente a raggiungere l’obiettivo, ma sempre nel rispetto dei criteri di sostenibilità economica e di crescita equilibrata, fatto di scouting di giovani talenti piuttosto che di costosi contratti a giocatori già affermati (e non sempre con gli stimoli giusti), di stretto controllo del monte stipendi e delle commissioni per i procuratori, di investimenti infrastrutturali nello stadio di proprietà. Non è più il tempo in cui presidenti-padroni conquistavano i favori della tifoseria con arditi o inattesi colpi di mercato, mettendoci i soldi di tasca propria. Che lo facessero per soddisfare il proprio narcisismo oppure per guadagnare consenso elettorale, o ancora per favorire lo sviluppo dei propri affari, poco importava.

Il calcio (lo sport) di oggi è fatto di rigorosa programmazione e di ricerca degli equilibri di lungo termine, non solo economici. Lo sa bene chi ha traghettato il Palermo fuori da un lungo periodo di crisi in cui un istrionico presidente come Zamparini gestiva contemporaneamente il mercato dei calciatori, ma anche turbolente relazioni con la curva i giocatori e gli allenatori, che assumeva ed esonerava nello spazio di un mattino. Ma lo sanno bene anche i tifosi rossoneri che hanno visto il proprio club sfiorare più volte il fallimento (dai tempi di Felice Riva e Buticchi, poi di Giusy Farina e – ben più recentemente – di Yongong Li) e tornare alla vittoria del Campionato in 4 anni di gestione virtuosa e rigorosa di un fondo d’investimento americano (“che ne sanno di calcio questi…“) che sembrava unicamente interessato al proprio tornaconto economico, e che invece ha riportato il Milan non solo ai vertici nazionali, ma anche a praticare un calcio innovativo ed avvincente. Con l’avvento di Gerry Cardinale e RedBird Company si va verso la spettacolarizzazione dell’evento sportivo creando attorno al brand Milan una piattaforma mediatica e di intrattenimento che sia all’altezza della storia del club rossonero, tra i più titolati in Europa. Si concepisce la società di calcio come una vera e propria industria dell’entertainment sportivo.

CFG a Palermo, Fenway Sports Group (FSG) a Liverpool (di cui il 10% è detenuto dalla stessa RedBird) e ora RedBird a Milano, entrano nel mondo del calcio facendo leva sul brand storico della società ma soprattutto sul bacino d’utenza e sulla passione di una tifoseria che “vivrà” la propria squadra non soltanto nei 90’ della partita o poco più, ma per tutta la settimana, 24 ore su 24. Ormai il calcio strizza l’occhio alla spettacolare cultura sportiva americana. Il connubio sport e spettacolo non è solo il futuro ma è già realtà. Red Bird e The Rock sono soci della lega professionista statunitense di football americano (XFL). Red Bird e uno dei più grandi campioni e miti del basket NBA di sempre, Le Bron James, vantano una collaborazione commerciale. Lo stesso Milan ha già una partnership con la Rock Nation di Jay- Z. Insomma, il calcio sta cambiando ed è un bene. RedBird entra nel calcio italiano con una solida esperienza nell’ambito del business sportivo. Detiene infatti il 10% di FSG che controlla il Liverpool, i Boston Red Sox (baseball), i Pittsburg Penguins (hockey su ghiaccio), Dream Sport, (piattaforma sportiva in India dedicata al cricket) e Legends Hospitality (che opera nella distribuzione di biglietti, merchandising, produzione e vendita di gadget e nei servizi mediatici). Il Milan con RedBird va verso un futuro da “media company” globale per “vivere” in ogni momento tutto il mondo rossonero. Il Milan non sarà solo una squadra di calcio ma molto di più. Benvenuti nel calcio del futuro.

MILAN, ITALY – JUNE 01: Gerry Cardinale at Casa Milan on June 01, 2022 in Milan, Italy. (Photo by Pier Marco Tacca/AC Milan via Getty Images)

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