Costacurta: “Favorita? Equilibrio sovrano, ma Juve e Inter…”

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Intervistato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, l’ex rossonero Alessandro Costacurta ha parlato della prossima stagione di Serie A. Chi sarà la favorita?

Alessandro Costacurta, si aspetta una lotta scudetto accesa fino all’ultimo respiro?
«Sì, sono convinto che l’equilibrio regnerà ancora sovrano. Ma stavolta, le due rivali potrebbero essere soprattutto Inter e Juventus che hanno acquistato grandi campioni come Lukaku, Di Maria e Pogba, pur rischiando di perdere punti di forza quali De Ligt o Skriniar. Il Milan è ancora indietro sul mercato, così come il Napoli che ha ceduto una colonna come Koulibaly».

Tra acquisti e cessioni chi la convince maggiormente fin qui?
«L’Inter si è rinforzata notevolmente e ha riformato la formidabile coppia d’attacco dello scudetto vinto con Antonio Conte. Ma anche la Juventus ha trovato grandi campioni e soprattutto recupera un talento puro come Federico Chiesa. Le altre non sono ancora entrate nel vivo. Dybala potrebbe essere ad esempio un fattore in grado di cambiare gli equilibri di chi lo acquisterà».

Il calcio italiano non ha più la forza economica o l’appeal degno della sua tradizione: quale può essere la ricetta per un progetto vincente?
«Inutile negare la particolare congiuntura finanziaria e una produzione di talenti inferiore al passato. Eppure, esistono esempi di gestione virtuosa. Inter e Milan, ad esempio, hanno vinto pur tenendo sotto controllo i bilanci. L’Atalanta nel tempo è passata da club di metà classifica a compagine puntualmente in lotta per l’Europa. Compagini come il Sassuolo sanno stupirci riuscendo a valorizzare talenti. Una strada che sta seguendo, nella sua dimensione, anche l’Empoli. Insomma, i progetti illuminati non mancano, ma si deve avere il coraggio di perseguirli».

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La nazionale, intanto, è ancora fuori dal Mondiale: come farà Mancini a risollevarla?
«Roberto ha coraggio, idee, non ha paura di seguire un calcio offensivo lanciando ragazzi che, magari, ancora non sono talenti affermati. Se risollevare significa rivincere un Europeo oppure il mondiale del 2026, allora si tratta di imprese che richiedono molteplici fattori. Se, invece, l’obiettivo è riportare l’Italia al rango delle prime quattro nazionali del mondo, penso che l’impresa sia possibile. Lo dice la nostra storia e i giovani di prospettiva soprattutto a centrocampo non mancano. Abbiamo un po’ la carenza di un centravanti di livello internazionale. Potrebbe diventarlo Scamacca se davvero approderà ad una big come il Paris Saint Germain e troverà lo spazio necessario».

Lotta salvezza e le prospettive del Lecce?
«Secondo me Pantaleo Corvino si sta muovendo con il consueto acume, creando un mix intrigante tra giovani italiani come Frabotta e soprattutto Colombo, che davvero è un prospetto di livello che ho seguito a lungo nel vivaio del Milan, e calciatori d’esperienza: Maksimovic, ad esempio, può alzare esponenzialmente il livello della difesa. Di certo, per restare in A ci sarà da lottare: la concorrenza è di altissimo rango».

Prevede una battaglia allargata a diverse compagini o per poche?
«Non vedo una lotta con troppe squadre coinvolte. Se pensiamo che il Monza è una neopromossa, ma sta costruendo un complesso nettamente superiore alle compagini di bassa classifica… Così come ormai diverse sono le squadre che si sono consolidate in A e difficilmente rischieranno. Certo, la retrocessione di Genoa e Cagliari invita tutti alla prudenza. Ma allo stato attuale vedo in particolare Lecce, Cremonese, Salernitana e Spezia destinate a giocarsi la salvezza, oltre ad una possibile sorpresa che non manca mai».

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