Celtic-Milan: La giocata – Nel gol di Hauge il riassunto del gioco di Pioli

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Celtic-Milan: La giocata – Nel gol di Hauge il riassunto del gioco di Pioli
Della buona partita del Milan in trasferta contro il Celtic (1-3), all’esordio in Europa League, si potrebbero sottolineare diverse cose: dalla prestazione di Rade Krunic dietro le punte a quella di Diogo Dalot, alla prima in maglia rossonera;  dalla conferma di Brahim Díaz al positivo ingresso di Ismael Bennacer nella ripresa.

Tuttavia, di particolare interesse per i tifosi rossoneri è stato l’utilizzo del norvegese Jens Petter Hauge. Visto finora in campionato per appena 16 minuti (quelli disputati contro lo Spezia), il norvegese è stata spedito in campo da Stefano Pioli a dieci minuti dal termine dell’incontro di Glasgow, in sostituzione proprio di Díaz.

Al classe 1999 quei pochi momenti di gioco sono bastati per mostrare alcune cose buone e, soprattutto, per mettere a segno il gol del definitivo 1-3 nel recupero.

Un gol che, oltre a certificare la buona prova dell’ex Bodø/Glimt, è servito anche a rimarcare alcuni aspetti del gioco che Pioli ha installato con successo nella squadra rossonera.

L’azione parte da un rinvio lungo della difesa scozzese, respinto di testa da Simon Kjær. Il pallone viene successivamente raccolto da Alexis Saelemaekers, che lo appoggia a Bennacer.

L’interno algerino riesce a liberarsi della pressione avversaria, creando un triangolo con Krunić e Dalot.

Questo triangolo posizionale (con terzino e mediano in corsia e con il trequartista vertice interno nel mezzo spazio adiacente) permette ai rossoneri di superare la pressione avversaria e far uscire palla in direzione del quarto uomo (Saelemaekers), situato più avanti come vertice alto di un quadrato. In pratica, si è replicata una situazione da gioco di posizione.

A quel punto, con l’esterno belga che si trova in situazione di palla aperta (cioè giocabile in avanti), la retroguardia della squadra di Neil Lennon si fa attrarre dallo stesso Saelemaekers e da un Rafael Leão che, da centravanti della squadra di Pioli, è venuto incontro per giocare in zona di rifinitura.

Questo movimento (nel quale è maestro Ibrahimović) libera la profondità per l’inserimento Hauge il quale, dopo aver resistito al tentativo di recupero portato da Shane Duffy, infila la porta del greco Vasilios Barkas.

Creazione di più linee di passaggio, circolazione rapida della palla, utilizzo delle corsie esterne per andare poi a giocare in rifinitura (gioco fuori per giocare dentro), rotazioni offensive…in una sola azione sono racchiusi mesi di lavoro da parte di Pioli e del suo staff.

Per quanto riguarda poi Hauge, la rete realizzata dal norvegese (così come quella segnata da Diaz) lascia aperta la speranza che quest’anno i rossoneri possano ricavare quest’anno dai propri trequartisti un bottino di gol utile per contribuire ad aggrapparsi alle posizioni più nobili della classifica.
Michele Tossani

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