Il quotidiano: “Stadi, confronto stagnante! E quell’incontro Cardinale-Friedkin…”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Emergenza stadi in Italia, solo Milan e Roma pronte a partire: il focus di Repubblica sui club di Cardinale e Friedkin

Oggi, La Repubblica fa un importante approfondimento sul tema stadi in Italia, con particolare occhio a San Siro, che ospita settimanalmente i club di Cardinale e Zhang. Milan e Inter, però, stanno vivendo situazioni ben diverse in merito al nuovo impianto. A descrivere queste e non solo, pensa il giornalista Emanuele Gamba, che sul quotidiano dà un quadro dell’emergenza che vive il nostro Paese, soprattutto in relazione all’estero.

Italia indietro di progetti e soldi

Nel pezzo del giornale, comincia così:

“Alla gente è tornata la voglia di andare allo stadio, perché in definitiva il calcio vive per gli umori, i colori, gli odori e rumori che t’avvolgono a vederlo dal vivo. Ma allo stadio quale? Come? Dove? L’unico vantaggio dei nostri impianti fatiscenti è che i prezzi restano in molti casi moderati e il risparmio compensa la scomodità. Però che invidia per le meraviglie altrui di ultimissima generazione come il nuovo Bernabeu, che verrà inaugurato a dicembre e che intanto il Real sta presentando con filmati fantasmagorici che illustrano il nuovo aspetto esterno, il tetto retrattile e soprattutto il prato scomponibile”.

Poi, prosegue con l’esempio del Barcellona:

“Sta rendendo meraviglioso il Camp Nou, che verrà abbattuto e rifatto, con la capienza portata a 110 mila posti. Chiaramente la meraviglia costa: il Real ci ha investito un miliardo (i costi sono cresciuti di 300 milioni rispetto al preventivo e i tempi di realizzazione si sono dilatati di un anno) e cifre analoghe serviranno per il Camp Nou”.

Il focus, allora, si sposta sulla questione economica e sull’Europeo del 2032:

“A Madrid è da qualche estate che tirano la cinghia sul mercato per pagarsi le spese, ma la prospettiva di guadagno è smisurata. In fondo è per questo che si ammodernano gli impianti, mentre da noi la situazione è stagnante come sempre. Il calcio italiano spera che un impulso arrivi da Euro 2032: siamo i candidati unici assieme alla Turchia, è scontato che l’Uefa ce li assegni e l’occasione potrebbe tornare buona per le cinque o sei città che saranno sede di gara, ma anche per le altre. Al momento, però, sembra difficile che piova denaro pubblico, come invece capitò per Italia 90”.

Quel che si vuole sottolineare in particolare, è la poca modernità dell’Italia con i suoi stadi vecchi e scomodi. Infatti, l’articolo di Repubblica prosegue così:

“Italia esiste da dieci anni una legge sugli stadi senza che da allora nessun impianto sia stato costruito da zero. Figurarsi con il tetto retrattile o il prato affettabile. In Francia, Spagna e Inghilterra sono stati investiti 2,5 miliardi negli ultimi anni per 13 progetti. Da noi, poche decine”.

Milan, Roma, Inter

Intanto, Milan e Roma con Cardinale e Friedkin…

“Milano e Roma sono pronte a partire. In particolare il Milan, che vorrebbe traslocare a San Donato Milanese tra il 2028 e il 2029, e la Roma, anche se nella capitale siamo ancora nella fase delle parole. È ancora lunga. Di stadi hanno parlato vis-à-vis sabato Friedkin e Cardinale, i padroni americani giallorosso e rossonero. Fare presto è essenziale: chi prima arriva meglio alloggia, perché si troverebbe in vantaggio nella corsa ai finanziatori”.

A tal proposito:

“In questo senso l’Inter sembra più indietro, condizionata dalle incertezze economiche del club. I nerazzurri hanno comunque individuato un’area, a Rozzano, e un orizzonte temporale, lo stesso del Milan: il campionato 2028/2029. Cosa sarà di San Siro, non si sa”.

A proposito dello stadio dei cugini del Milan, ha parlato oggi l’AD Alessandro Antonello a Sky:

“Come annunciato, abbiamo identificato un’area alternativa, a Rozzano, abbiamo firmato un’esclusiva con la controparte fino a fine aprile. L’intenzione è approfondire l’area, che è assolutamente interessante perché è già presente un’arena dove si svolgono importanti eventi sportivi e non solo (Il Forum di Assago, ndr)”.

Sulle tempistiche, ha aggiunto:

Per quanto riguarda Rozzano, abbiamo già iniziato a fare una valutazione molto dettagliata sull’area, c’è da aspettare l’approvare del Pgt del Comune di Rozzano. Da gennaio in poi potremmo entrare in un percorso con l’amministrazione comunale per valutare la fattibilità del progetto. Per quanto riguarda San Siro, ci sono ancora alcuni step formali, teoricamente dovrebbe essere svolto un referendum che non è ancora stato formalizzato. Ci sono alcuni aspetti da approfondire”.

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