Arabia forza sette, il quotidiano tuona: “C’è anche Pulisic!”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

L’Arabia vuole aprire il supermercato Serie A: nel mirino 7 stelle “italiane” (e c’è anche Pulisic!)

Un tema tanto discusso in estate, quanto riproposto in questo avvio di stagione: l’Arabia Saudita che vuole monopolizzare il calciomercato acquistando giocatori come Christian Pulisic, Paulo Dybala, Romelu Lukaku, Adrien Rabiot, José Mourinho e Maurizio Sarri e Ciro Immobile. Questi sono i sette nomi che il Corriere dello Sport vede come principali indiziati per il prossimo assalto arabo alla Serie A. Nell’approfondimento di questa mattina, il quotidiano preannuncia il grande peso delle offerte.

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Un campionato che si è reso più attraente?

“L’ allenatore della Roma. L’allenatore della Lazio. Il capitano della Lazio. I due giocatori più rap- presentativi, e forti, della Roma. Il faro del centrocampo della Juventus. Il talento a stelle e strisce del Milan. E poi, ancora: sponsor, dirigenti, secondo qualcuno persino responsabili delle biglietterie delle principali società italiane e anche chi si occupa della sicurezza negli stadi. L’Arabia Saudita è pronta a impadronirsi del calcio italiano. E non, come magari si poteva pensare fino a un paio di anni fa, con i fondi di investimento e i soldi che tanto avrebbero fatto – farebbero – comodo al nostro campionato. Ma andando a prendere i talenti migliori, in campo e fuori.

Cristiano Ronaldo ha aperto la strada, Guido Fienga, il manager che ha traghettato la Roma da Pallotta ai Friedkin, è diventato Ceo proprio del club di Cr7. Neymar, prima di farsi male, ha scelto di trasferirsi lì lasciando le luci parigine. Jordan Henderson ha persino accettato di prendersi valanghe di critiche per essere andato in un Paese se dove i diritti non sono la priorità. Evidentemente un motivo c’è. E questi calciatori, tanto per fare un esempio, hanno lasciato stipendi e campionati più competitivi dell’attuale Serie A. Cosa ne sarà di quello che una volta era il campionato più bello del mondo se l’Arabia, che tra l’altro ospiterà i Mondiali del 2034, farà razzia di tutti i più forti talenti?”.

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Le 7 stelle

“Rabiot, che con la Juve ha rinnovato per una sola stagione, è stato messo nel mirino e si parla di uno stipendio superiore ai 25 milioni annui. Ancora di più i soldi che andrebbero a Pulisic, per un trasferimento che aprirebbe scenari non solo sportivi. Immobile piace, e non da oggi e potrebbe chiudere lì la carriera. Lui a giocare, la sua numerosa famiglia (moglie e quattro figli) a godersi un Paese che vuole crescere e, al netto dei diritti di cui prima, aprirsi al mondo. Le società e le strutture sono di altissimo livello: quando un calciatore arriva ci sono donne e uomini del club che pensano a tutto. Anzi, che hanno già pensato a tutto, dalle tate ai medici, dalle migliori scuole a, persino, i più prestigiosi saloni di bellezza aperti 24 ore al giorno.

Cosa può opporre a tutto questo lusso a cinque, sei, sette stelle? Un campionato competitivo? Difficilmente strutture all’avanguardia e, se si va avanti così, neppure partite di alto livello. Non che in Arabia, oggi, si faccia calcio champagne, ma tutti i giocatori che stanno decidendo, e decideranno, di andare, alzano il livello. L’ex c.t. Mancini non si è fatto problemi a lasciare la Nazionale per un contratto faraonico, il capitano della Roma, Lorenzo Pellegrini, ha detto no, così come Lukaku e Dybala: ma quanto potranno resistere?”.

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