Porto-Milan 1-0

Porto-Milan 1-0

Nessuna bella sorpresa all’Estadio Do Dragao per il Milan di Stefano Pioli.

Nessuna resistenza o resilienza come si dice oggi in Portogallo.

Il Milan cade per le assenze, decisioni arbitrali dubbie e stanchezza. Ma non solo.

Porto-Milan è stata definita come decisiva per la qualificazione agli ottavi da settimane, da quell’amaro Milan-Atletico Madrid 1-2 di quel 28 settembre.

Eppure dall’approccio fino alla reazione dopo lo svantaggio tutto è sembrato tranne una gara quasi da dentro o fuori.

La partenza è stata soft, a tratti noiosa e poco intensa, a differenza del solito Milan di Stefano Pioli, che ci ha abituati a grande ritmo.

Tanti piccoli errori, tecnici e di scelta, che hanno portato la gara sulla cattiva strada.

Stanchezza fisica e mentale? Può essere.

È un peccato però che i rossoneri siano arrivati a una gara così decisiva per il proprio girone in Champions League senza potersi giocare le sue carte migliori.

Due delle fonti di gioco principali, Theo Hernandez e Brahim Diaz assenti; i giocatori su cui quest’anno la squadra ha costruito le sue fondamenta come Tomori e Tonali, ieri sera insicuri e poco in partita; una squadra bassa (quando solitamente è alta) e la sicurezza in porta che purtroppo mancherà per mesi.

Poi la panchina. Troppo corta. Ma veramente troppo.

Stefano Pioli per accendere la gara aveva Daniel Maldini, Zlatan Ibrahimovic, Alessio Romagnoli, Bakayoko e Pierre Kalulu.

Nessuno che poteva ribaltarti una gara così complicata in pochi minuti. 

Tutto ciò ha portato alla sconfitta in terra portoghese e a una classifica che recita ancora zero punti per il Milan.

I dubbi sulla formazione iniziale possono esserci ma neanche troppo dato che il numero dei convocati era di poco superiore agli 11 che scendevano in campo.

Forse ci si aspettava un Pierre Kalulu dal primo minuto oppure un Bakayoko in campo solo negli ultimi minuti (non al 66’ per Tonali come accaduto) ma non basta per analizzare una sconfitta che in pochi si aspettavano.

Tuttavia il pensiero al Bologna c’era, che è quello al campionato, considerato (almeno questo è ciò che sembra) il primo e unico obiettivo stagionale.

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photocredits acmilan.com

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