Caso plusvalenze, dalla Roma all’Inter: nel mirino lo scambio Nainggolan-Zaniolo

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Piero Mantegazza
Nato in provincia di Como nel 2000, laureato in Economia dei beni culturali e dello spettacolo. Ho mosso i primi passi nel giornalismo a “La Provincia di Como” per poi passare a Radio Rossonera. Raccontare lo sport è la mia passione: calcio e tennis non devono mai mancare. Fin da bambino il focus è il Milan, che è come una seconda famiglia. Innamorato delle bandiere e delle loro ineguagliabili storie, ormai sempre più in via d’estinzione

Possibili guai per il caso plusvalenze in arrivo per Roma e Inter: si indaga sull’operazione Nainggolan-Zaniolo-Santon

Il caso plusvalenze torna a incombere sul calcio italiano, si è partiti dalla Roma e ora si rischia di creare un effetto domino: si indaga anche sull’Inter. In primis era stata colpita la Juventus, successivamente dopo la conclusione delle indagini preliminari della Procura di Roma, il 26 aprile sono stati aperti altri fascicoli –per il reato di false comunicazioni sociali, articolo 2621 del codice civile – per individuare le eventuali responsabilità legate alle squadre con cui la Roma ha effettuato gli scambi contestati di calciatori, tra il 2017 e il 2020 e particolare attenzione riguarda l’Inter secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano.

Si riapre il caso plusvalenze

Il caso plusvalenze può tornare a colpire diversi club in Serie A. L’asse Roma-Inter è finita nel mirino della Procura, in particolare è sotto indagine l’operazione che portò Radja Nainggolan in nerazzurro nel 2018, mentre Davide Santon e Nicolò Zaniolo fecero il percorso inverso sbarcando nella capitale. Il belga era stato valutato 38 milioni generando una plusvalenza per i giallorossi di 31,9 milioni, mentre Zaniolo venne valutato 5,7 milioni e Santon 10 milioni, con plusvalenze per l’Inter rispettivamente di 4,2 e 8,1 milioni di euro. Di seguito la tesi della GdF di Roma: “Nell’ambito delle operazioni ‘a specchio’ esaminate, sembra che la contabilizzazione abbia assunto il ruolo non più di mezzo, ma quello (…) di fine. Vale a dire che col fine di poter contabilizzare una plusvalenza più alta di quella effettiva“. 

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