il 23/09/2023 alle 08:36

“Turnover? Sarà decisivo per lo Scudetto! Ma Pioli…”: il pensiero del giornalista

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Il pensiero di Alessandro De Calò sul turnover e la sua importanza in un calendario fitto come quello di oggi

Dopo il derby dello scorso sabato e il debutto europeo con il Newcastle martedì, il Milan non si ferma. Verona oggi, trasferta sarda mercoledì, per il turno infrasettimanale, Milan-Lazio sabato prossimo, trasferta già decisiva a Dortmund il mercoledì successivo e infine la chiusura del toru de force a Marassi contro il Genoa. Un calendario piuttosto estremo, ma uguale o quasi per tutte le big del nostro calcio. La densità di queste partite quasi costringe gli allenatori a praticare il turnover, chi in maniera drastica come Pioli lo scorso anno, chi invece in maniera più graduale. In un editoriale sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, il giornalista Alessandro De Calò ha espresso il suo pensiero sul turnover e il ruolo cruciale che, a parer suo, giocherà nella definizione della classifica finale.

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“Per quanto i club si sforzino, c’è sempre un gap tra titolari e rincalzi”

La delicata arte del turnover viene praticata, più o meno bene, da tutte le big impegnate nei campionati e sul fronte europeo. Ormai anche in Italia è una prassi consolidata, tipo la costruzione del gioco dal basso o la necessità che un portiere, per essere super, sappia anche giocare con piedi da centrocampista (e, magari, testa da attaccante). Davanti al calendario che impone cinque partite in due settimane – da oggi all’8 ottobre – è abbastanza logico parlarne, perché esistono esempi recenti di rotazioni non proprio felici, come quella dell’Inter stravolta dai cambi di Inzaghi nell’undici iniziale schierato a San Sebastian. Per quanto i club si sforzino di rendere più complete ed equilibrate le rose, c’è sempre un gap che marca la distanza tra titolari e rincalzi, insostituibili e comprimari. La Roma, l’altra sera in Moldavia, ha cambiato faccia e marcia quando Mou ha fatto entrare in campo Dybala, Bove e Spinazzola. Non è solo una questione di valori assoluti, ci sono molte variabili: conta anche la testa, conviene captare i flussi di energia positiva, gli skipper devono annusare il vento, scegliere il bordo giusto. Una trentina di anni fa, quando da noi il turnover sistematico era un metodo sconosciuto e osteggiato, diverse big in Europa e Sudamerica già lo frequentavano. Penso a Porto e Benfica, alle grandi inglesi, a Boca e River“.

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“Arrigo Sacchi fu un precursore. Turnover? Si può spingere come Pioli o essere più graduali”

In Italia, anche su questo terreno, Arrigo Sacchi col Milan era stato un precursore, teorizzando la necessità di avere ventidue titolari intercambiabili, due per ruolo. Una dimostrazione pratica la dava con l’impiego alternato dei portieri (Galli e Pazzagli) a seconda della competizione, inaugurando un filone che in parte si vede ancora sui nostri campi. C’è una base scientifica che muove le rotazioni. Tutti sanno che i giocatori impiegati per più minuti sono maggiormente esposti agli infortuni, specialmente quelli che si producono come conseguenza della fatica e dello stress. L’ipotesi è che il rischio di lesioni in una partita sia del 10 per cento, rischio che sale al 30-40 nell’incontro seguente se si gioca un match nei tre giorni successivi al primo. Non è un caso che in questa settimana ci sia stata un’epidemia di problemi muscolari che ha toccato quasi tutte le nostre squadre più importanti (Maignan, Calhanoglu, Rrahmani, Renato Sanches, Scamacca). Il turnover viene usato per necessità ma anche per prevenzione, in modo da portare la singola squadra al top nelle tappe considerate più importanti. Si può “spingere” molto, come aveva fatto Pioli in alcune occasioni nella stagione scorsa – cambiando anche nove o dieci giocatori – oppure “accelerare” poco ma con grande costanza“.

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“Pioli fa riposare Theo e Giroud: test serio, nessuno ha un sostituto con caratteristiche analoghe”

Quindici anni fa c’era stato uno svincolo importante. Il Manchester United di Ferguson, nel 2007-08, aveva vinto campionato e Champions senza mai ripetere un undici iniziale. E nella stagione successiva, il Barça di Pep Guardiola aveva conquistato il Triplete con una media di cinque cambi nell’undici in campo dal primo minuto delle partite giocate nella Liga. Lo strappo decisivo è maturato con la ricaduta degli effetti Covid, le cinque sostituzioni possibili e l’accelerazione della giostra. In questo weekend tutti dovranno adeguarsi. Nel Milan che oggi affronta il Verona, Pioli medita di far riposare anche Theo Hernandez e Giroud, oltre a Maignan che è fuorigioco: sarebbe un test molto serio, perché nessuno dei tre ha un sostituto con caratteristiche analoghe. Nella Lazio ci sarà spazio per Guendouzi, mentre Inzaghi può fermare Lautaro e Dumfries e spingere su Frattesi, Sanchez e Pavard. Per una volta anche Allegri si misura con un impegno di metà settimana: oggi c’è il Sassuolo, martedì gli tocca il Lecce. Non è un Everest ma su qualcosa dovrà intervenire, perché quando il campionato torna in onda dopo tre giorni c’è sempre qualche ricaduta che resta impressa, poi, nella classifica“.

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