Garlando: “Pioli un capolavoro d’artigianato figlio del tempo”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

In un editoriale sulle colonne della Gazzetta dello Sport, il giornalista Luigi Garlando ha parlato del percorso di Stefano Pioli sulla panchina del Milan, premiato con il rinnovo di contratto firmato ieri fino al 2025.

“Dolcetto o contratto? Nel giorno di Halloween, Stefano Pioli si è presentato a Casa Milan e ha firmato il prolungamento del suo rapporto di lavoro. Nel novembre scorso la proprietà rossonera gli aggiunse un solo anno, stavolta due. Se Pioli completerà il suo mandato e governerà il Diavolo fino al giugno 2025, diventerà il terzo allenatore nella storia del Milan per continuità di panca (quasi 6 anni), dietro a Carlo Ancelotti (quasi 8 anni) e Nereo Rocco (6 e mezzo). Il Paron ci ha aggiunto altri spezzoni. Rocco e Ancelotti hanno vinto due Coppe dei Campioni a testa. Non a caso. Per quanto evoluto, il calcio resterà un prodotto che ha bisogno di cura nel tempo, come un campo coltivato, come un oggetto d’artigianato. Ci si può arrangiare con il fast food, ma non si può vincere con il fast football. Per quanto un fondo d’investimento abbia orizzonti temporali ristretti, per costituzione, è stato imbarazzante vedere andare in scadenza, in pieno mercato, i contratti di Paolo Maldini e Ricky Massara, architetti del capolavoro scudetto. Dopo quello che avevano dimostrato, meritavano un tempo ampio di programmazione. Allo stesso modo, sarebbe stato inopportuno uno stillicidio di annualità per Pioli. Giusto allungargli il futuro e il tempo per coltivare il Milan. Pioli ha vinto lo scudetto anche (soprattutto) grazie alle conoscenze coltivate per tre anni a Milanello, grazie a una solida identità di gioco che Inzaghi e Spalletti, finiti alle sue spalle, al debutto con Inter e Napoli, non potevano avere.”

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“Oggi, dopo un anno di ottimo lavoro, il super-Napoli è un’altra cosa. Mario Rui non è diventato un fenomeno all’improvviso, il suo rendimento è lievitato grazie ai meccanismi perfetti e ai movimenti codificati messi e punto da Spalletti nel tempo. Allo stesso modo Pioli ha fatto crescere Leao, Tonali, Kalulu e tanti altri. Una proprietà che non ha la disponibilità di spesa di un emiro fa bene a blindare un tecnico che aumenta le qualità dei singoli attraverso il gioco, che sa educare i giovani e può vincere un match dalla panca con un’idea spiazzante, come Pioli ha dimostrato più volte. Per le stesse ragioni, i Percassi si tengono ben stretti Gasperini, bandiera di Bergamo da 6 anni. Il tecnico di più lunga militanza in questa Serie A è secondo in classifica: un altro capolavoro d’artigianato, figlio del tempo. L’esempio della Juve che si è pentita di essersi legata tanto a lungo ad Allegri poteva spaventare. Ma Pioli ha già dimostrato di saper fare ciò che non è ancora riuscito a Max in due stagioni: dare un gioco alla squadra, migliorare i giocatori, vincere. Il rinnovo era scontato, ma la scelta del momento della firma è stata illuminata: il giorno dopo una delle peggiori prestazioni del ciclo, a ridosso della delicatissima partita con il Salisburgo. Un messaggio di fiducia e di futuro alla squadra che domani cercherà di prolungare l’avventura in Champions. Sorrisi invece dei musi lunghi. Pioli non aveva bisogno di una prova di appoggio da parte del club, ma la firma di sicuro gli trasmetterà ulteriore entusiasmo per ridare corpo e ferocia ai fantasmi di Torino. Anche Pioli domenica ha investito nel tempo. Avrebbe potuto lasciare in campo Leao per tentare la rimonta. Invece ha preferito rinunciare al suo talento migliore per dargli una lezione che lo faccia crescere e per stimolare la reazione per domani. Il tecnico non si è fermato al dito, il risultato, ma ha guardato la luna, la maturazione del ragazzo. Prima della scadenza del suo nuovo contratto, nel giugno 2025, Pioli vuole vedere Leao in lotta per il Pallone d’oro e il Milan in corsa per la Champions League”.

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Stefano Pioli
Photocredits: acmilan.com

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