“Non dicono i perché! Pioli non rischia”: Milan, parla il grande ex

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Quando Mauro Tassotti parla di Milan bisogna ascoltare: il grande ex ha affrontato i temi più importanti, da Pioli a Ibrahimovic

Durante la pausa Nazionali (quasi al termine), non si è parlato di Milan solo in chiave calciomercato: da Pioli a Ibrahimovic, sono tanti gli argomenti di discussione affrontati da tifosi e addetti ai lavori negli ultimi giorni. Intervistato nella giornata di ieri dai microfoni di TVPlay, il grande ex rossonero Mauro Tassotti ha parlato di tutti i temi caldi in casa Milan: da uno Stefano Pioli in discussione ai perché degli addii di Paolo Maldini e Ricky Massara, passando per il sempre più vicino ritorno di Zlatan Ibrahimovic e chiudendo con l’ipotesi Ignazio Abate.

Pioli, Ibrahimovic, Maldini e il salto in prima squadra

PIOLI: “Capisco che in club come Milan, Inter e Juve si scatenino sempre delle voci dopo qualche sconfitta, ma Pioli secondo me ha fatto un lavoro straordinario e fossi in loro non lo metterei in discussione anche perché dobbiamo ancora entrare nel momento decisivo della stagione, si giocheranno partite importanti e mettere in dubbio l’allenatore prima di match cruciali non mi sembra una roba ben fatta. Io non credo che Pioli stia rischiando in questo momento”.

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TRA I PERCHE’ E IBRAHIMOVIC: “Premesso che io non ho ancora capito il perché sia stato mandato via Maldini, nessuno l’ha mai spiegato e chiaramente non riguardava il lavoro perché mi pare che avessero fatto molto bene sia lui che Massara e nessuno ha detto perché le strade si sono divise. Oltre a questo io credo che una personalità come quella di Ibrahimovic non possa che far bene al Milan. Bisogna ritagliargli il ruolo che lui vuole e definire i compiti. Ibrahimovic però ha dimostrato il suo peso anche giocando poco in questi anni, sia dalla panchina che dalla tribuna”.

DA PRIMAVERA A PRIMA SQUADRA: “Non tutte le situazioni secondo me sono le stesse, ci sono dei contesti in cui la scelta dell’allenatore del settore giovanile è fatta anche in funzione del lavoro che sta svolgendo. Mi viene in mente Palladino che era allenatore della Primavera e credo neanche da troppo tempo. Se è stata fatta quella scelta lì in un momento come l’inizio del campionato evidentemente avevano fatto delle considerazioni su di lui. Avrebbero potuto scegliere un allenatore con più esperienza, però hanno deciso così”.

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