L’ex portiere: “Milan, mi preoccupi! Voglio bene a Pioli, ma come fa?”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

L’ex portiere tocca diversi tasti per giudicare in toto il Milan: da Pioli a Maignan, fino a Leao e la serenità nello spogliatoio

Dopo aver ottenuto sette vittorie su otto in campionato e due pareggi in Champions League senza subire gol, il Milan di Stefano Pioli si ritrova al centro della critica nella settimana cruciale. Contando il derby perso malamente, infatti, le sconfitte in Serie A salgono a due con quella maturata domenica sera in casa contro la Juventus. In Europa, poi, è arrivato anche il KO contro il Paris Saint-Germain di Luis Enrique, che ha inflitto un secco 3-0 ai rossoneri. È proprio da qui che parte l’analisi di Sebastian Frey, ex portiere di Inter e Fiorentina, intervenuto ai microfoni di Calciomercato.it.

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“Li vedo messi male”

Sul canale Twitch TV Play, il francese si è soffermato prima sulla partita di Parigi, parlando dei suoi connazionali Kylian Mbappé e Mike Maignan:

“Quando si è acceso Mbappe, è finita la partita. Senza Maignan, sarebbe finita anche peggio”.

Poi, la parte più severa del suo intervento giunge quando commenta le ultime uscite dei rossoneri, in campo e fuori:

“Sono preoccupato per loro, li vedo messi male. Io voglio bene a Pioli, però come fa ad andare tutte le volte in sala stampa e a dire che si è fatta una grande partita. È il Milan, non può andare bene perdere così. A mio avviso il Milan non è sereno, basti pensare alle stesse parole di Pioli e a quelle di Calabria…”.

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Rafa e Mike

In questo periodo, però, così come richiede un calciatore della sua caratura, non può mancare una domanda su Rafa Leao. È giusto caricare sul portoghese tutta la pressione?

“Per il talento che ha, o è un top player o è da terza fascia. Cerca sempre la soluzione individuale perché gli arrivano pochi palloni. Adesso potrebbe essere sbagliato puntare tutto su Leao, visto che non ha questo peso per reggere tutto il Milan”.

Connazionale e impegnato nel suo stesso ruolo: cosa pensa Frey di Maignan?

“È carismatico ed è lui a rappresentare meglio il club”.

Solo un paio di settimane fa, lo stesso ex portiere aveva commentato il cartellino rosso sventolato verso Mike in Genoa-Milan, schierandosi dalla parte dei più indulgenti:

“Io ritengo che l’uscita di Maignan sia in effetti un po’ spericolata, ma lui non può fare altrimenti. È inevitabile arrivare allo scontro. Penso che l’ucita sia stata fatta molto bene, tempismo giusto. Il ginocchio è così alto perchè è quello che ci hanno insegnato per le uscite. Non vedo cattiveria o intenzione di fare male al giocatore.

Infine, chiude con un commento sul gruppo non solo del Milan, ma in particolare delle più grandi squadre del calcio del nostro Paese:

“Ora non so se essere italiani può aiutare, ma fa strano vedere che non ci siano tanti italiani in top club di Serie A. Per diventare un simbolo non serve la nazionalità, bensì la longevità in un club, e questo oggi è raro che un giocatore resti per più di quattro anni”.

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