il 12/01/2024 alle 09:17

Ordine: «Milan, Pioli e Scaroni “impallinati”! Ma c’è altro»

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Ordine dentro un altro, l’ennesimo “momento no” della stagione del Milan: i tifosi se la sono presa, oltre che con Pioli, anche con Scaroni

Nei continui alti (pochi) e bassi (troppi) della stagione del Milan di Stefano Pioli, questo è sicuramente uno dei momenti più bassi. Dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia per mano dell’Atalanta, ai rossoneri rimangono solo la conquista della prossima Champions League tramite piazzamento in Serie A (la corsa scudetto sembra ormai appartenere solo ad Inter e Juventus) e l’Europa League. In un editoriale sulle colonne de Il Giornale, Franco Ordine ha parlato di una stagione “dal bilancio negativo tendente al fallimentare qualora non arrivassero il posto in Champions e una buona performance in Europa League“. Tra Pioli, Scaroni e il caos VAR dopo il match di Coppa Italia, Ordine racconta il momento delicato in casa Milan.

Ordine dentro un altro, l'ennesimo "momento no" della stagione del Milan: i tifosi se la sono presa, oltre che con Pioli, anche con Scaroni

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“Bilancio negativo tendente al fallimentare”

A mente fredda, Franco Ordine analizza le colpe del Milan e di Pioli dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia:

PIOLI E SCARONI “IMPALLINATI”: “Per una volta, incassata la seconda consecutiva eliminazione, Stefano Pioli non è rimasto da solo al centro del mirino dei tifosi e dei social. Al suo fianco è stato “impallinato” Paolo Scaroni, presidente del Milan, di Eni e con molti altri incarichi che gli hanno impedito di partecipare al vertice romano con Gravina sulle riforme del calcio provocando qualche malumore anche a casa Milan. Ma a scatenare il mondo rossonero sul web sono state le improvvide frasi pronunciate proprio da Scaroni prima della sfida con l’Atalanta («all’inizio vedi la coppa Italia e pensi che ci siano troppe partite, poi magari pensi di vincerla») diventate virali. Subito dopo Scaroni è toccato a Stefano Pioli, liquidato con il giudizio popolare («ha finito i bonus»). Il tecnico invece, sul piano della comunicazione, ha puntato su due cavalli di battaglia: 1) «i fischi finali dei tifosi sono stati meritati!»; 2) «che non ci fosse il rigore del 2 a 1 atalantino l’ho capito in diretta, Miranchuk si è tuffato». Persino Leao, per la prima volta, si è lamentato di quel fischio di Di Bello: «Incredibile» ha scritto su Instagram”.

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ALTRI PROBLEMI: “Poi c’è molto altro, a cominciare dal solito deficit difensivo segnalato dal primo gol di Koopmeiners incassato con mezza difesa fuori posizione. Inevitabile il rimorso per le assenze concentrate in quel settore e l’uscita di Gabbia (colpo alla nuca nello scontro con De Roon: torna con la Roma). Nel frattempo del secondo difensore da acquistare sul mercato nessuna notizia mentre è finalmente partito per la Turchia Krunic. In aggiunta ci sono da mettere nel conto di questa stagione dal bilancio negativo tendente al fallimentare qualora non arrivassero il posto in Champions e una buona performance in Europa League, il rendimento di alcuni esponenti del mercato: Loftus Cheek è sotto la soglia come Jovic. Sullo sfondo di quest’altra delusione milanista, resiste comunque la questione arbitrale riassunta in modo efficace dal CEO Giorgio Furlani che se l’è cavata così: «Ormai è tutto un caos»”.

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