Milan, Pioli: “Ho festeggiato per lo Scudetto, ma mi è mancato mio padre”

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Giacomo Mirandola
Residente in un paesino in provincia di Novara, nasce a Gallarate il 21 dicembre 1998, poche ore dopo Kylian Mbappé, con cui condivide la passione ma non il talento. Diplomato al liceo scientifico e laureato in Scienze della Comunicazione, la sua vita, alla costante ricerca di emozioni, lo ha portato a conoscere e ad appassionarsi a quasi tutti gli sport praticati sul pianeta. Giornalista, speaker e audiodescrittore all'occorrenza, fa questo lavoro per esigenza, non per scelta. Un solo obiettivo: trasmettere agli altri anche solo un parte delle emozioni che lo sport gli sa regalare ogni giorno.

L’allenatore del Milan Stefano Pioli ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de “I re del calcio 2022” sulla Mediaset. Nella trasmissione, l’allenatore ha fatto il punto su questo 2022, l’anno che ha riportato al Milan lo Scudetto e la qualificazione agli ottavi di Champions League.

“Siamo arrivati a questa vittoria in anticipo rispetto ai tempi. Quando investi suoi giovani ti aspetti che ci voglia molto, invece noi ci siamo arrivati subito. Per questo questo 2022 è un anno da ricordare per me”, si apre così l’intervista dell’allenatore del Milan Stefano Pioli. “Sicuramente sono cambiato. Ma questo credo faccia parte della crescita professionale ed umana di ogni porfessionista. Credo di essere milgiorato in tante cose e in tante situazioni. Soprattutto in soluzioni tattiche diverse, rapporto con i giocatori e una comunicazione verso l’esterno rispetto a come facevo prima”

Sulla stagione scorsa: “Noi siamo partiti per vincere il campionato, volevamo migliorare il secondo posto dello scorso anno. Quel gol di Giroud nel derby è stato importantissimo per la nostra stagione, lo abbiamo sentito subito. Ancelotti? È un top in tutto, è un modello per me”.

Sull’ottavo di Champions contro il Tottenham: “La sfida con Conte sarà molto stimolante e motivante. Sia perché era tanto che il Milan non tornava agli ottavi, ma anche perché affrontiamo una grande squadra guidata da un grande allenatore”.

Sul fioretto: “Fumo il sigaro 2 volte al giorno, ma dopo il gol di Giroud non l’ho toccato per mesi. È stato difficile, ma è un fioretto che rifarei”.

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Simone Inzaghi ha parlato del suo rapporto con Pioli, partendo da quando lavoravano insieme alla Lazio, Inzaghi come allenatore della Primavera e Pioli della prima squadra: “C’era un ottimo rapporto con Stefano. È una bellissima persona con cui chiacchierare. Ci siamo incontrati poi tantissime volte da avversari. C’è una grandissima stima reciproca.

Anche Pioli ha voluto paralre di questo rapporto: “Quando io potevo seguivo i suoi allenamenti e lui i miei. Abbiamo collaborato bene, poi le strade si sono separate. Ci siamo incotrati tante volte da avversari, ma sempre con grande rispetto”.

Le parole di Carlo Ancelotti sul titolo del Milan 2021-22: “È uno scudetto che vale molto per lui, per il Milan e per Maldini. Sarà un titolo molto importante per la storia del Milan, può riaprire un ciclo. Dopo l’uscita di Berlusconi la società ha avuto difficoltà, ma la scorsa stagione può essere un lancio per nuovi successi. Da madridista e da milanista lo spero”.

Sul campionato giocato da sfavoriti: “Ci siamo sempre disinteressati su quello che dicevano fuori. Ma io ho sempre usato queste voci come motivazioni per i miei giocatori. Devo ringraziare chi non ha creduto in noi, ci ha aiutato a vincere. Zhang? Si, mi ha mandato un messaggio di congratulazioni dopo lo scudetto”.

Sul coro ‘Pioli is on fire’: “È una cosa difficile da descrivere. Quando i nostri tifosi lo intonano a San Siro vivo delle emozioni fortissime. Fatico a stare calmo e a controllare le mie reazioni. È una cosa ancora più bella perché è partita dai miei giocatori, e loro sono i primi contenti quando parte questo coro è allo stadio, è una cosa nostra, non solo mia. È una cosa che apprezzo tanto”.

Sull’errore di Radu con il Bologna: “Ero a cena con Maldini e Massara. Non stavamo guardando la partita, anzi abbiamo staccato i cellulari. È vero che è stato un episodio importante, ma è altrettanto vero che abbiamo dovuto fare 86 punti per vincere il campionato, e ci siamo riusciti solo noi”.

Sui festeggiamenti dopo lo scudetto: “Ho fatto tutto. Quel girono lì e quello dopo mi sono proprio goduto il momento. Abbiamo gioitotra di noi, con amici e parenti e con i nostri tifosi. Poi la vittoria l’ho assaporata quando siam tornati a Milano alle 2 di notte e ho fumato un sigaro sul balcone con mio figlio. Vedevo i tifosi passare sotto casa e lì mi sono reso conto del successo. Mio padre mi è mancato nei festeggiamenti. Mi sono semrpe sentito protetto con lui. Mi ha sempre seguito, si sarebbe meritato di vivere queste emozioni con noi. Mia madre era contenta, ma le soddisfazioni non riesce ad esternarle bene, preferisce le critiche. Ho una famiglia e degli amici davvero speciali. Con loro la soddisfazione e la gioia sono ancora più grandi”.

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Sui suoi sogni da bambino: “Mio padre ha fatto tanti lavori, anche il postino. Io avrei voluto farlo se non fossi riuscito come calciatore”.

Sul figlio: “Il suo è stato un ingresso preparato e non subito esposto in prima persona. Chi lo consoce ne apprezza le qualità professionali. È una ragazzo con grande volontà e grande abnegazione. Sta facendo il suo percorso per costruirsi magari in futuro la sua strada”.

Sul Napoli: “Bisogna pensare di poter ancora vincere lo Scudetto. Poi è evidente che se il Napoli dovesse proseguire in questo modo farebbe quasi 100 punti e vincerebbe la Serie A con merito”.

Sul 2023: “Noi siamo qui con grandi ambizioni. Non abbiamo nesusna intenzione di arrenderci. Vogliamo fare tantissimi punti e a rimetterci in testa per questo bellissimo trofeo”.

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Stefano Pioli Dubai
Photocredits: acmilan.com

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