Gazzetta – “Milan, non è solo colpa di Pioli”: 3 cose che non sono andate

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

In un focus nell’edizione di oggi, Gazzetta dello Sport divide le colpe del derby tra Pioli e tre cose che non sono andate nell’ennesimo derby perso dal Milan per mano dell’Inter

Per i tifosi del Milan è stata una domenica difficile, una domenica passata a rimuginare con la testa bassa dopo il quinto derby consecutivo perso con l’Inter: tante critiche sono state rivolte da tifosi e addetti ai lavori a Stefano Pioli, reo di non aver ancora una volta trovato la contromisura alla squadra di Simone Inzaghi. In suo focus sulle colonne dell’edizione di oggi, la Gazzetta dello Sport prova a trovare colpe e colpevoli del match di sabato sera, titolando in una maniera abbastanza forte: “Non è solo colpa di Pioli“.

Nonostante ciò, nell’analisi della partita, la rosea imputa la stessa colpa dei tifosi a Stefano Pioli:

Perdere 5 derby consecutivi, tutti nel 2023, ha certificato la superiorità tecnica dell’Inter, ma più che altro la difficoltà di Pioli nel confronto con questo tipo di sfida ad alta tensione, nella quale Inzaghi è maestro. Nessuno ha la presunzione di insegnargli il mestiere, ma dopo averne persi 4, ci si aspettava che adottasse magari delle scelte più conservative, più accorte considerando il furore degli interisti. Insomma, primo non prenderle ancora… Invece ha gettato sul piatto la carta della discontinuità, come il barbatrucco di Calabria sulla mediana, e non è sicuramente non è stato aiutato dai totem Hernandez, Giroud e Leao“.

I dati degli ultimi derby, effettivamente, parlano chiaro: negli ultimi 5 derby, il Milan di Stefano Pioli ha subito 12 gol dall’Inter segnandone solo uno, quello di ieri di Rafael Leao. Un derby è costato la Supercoppa Italiana col il 3-0 di Riyad, due derby sono costati la finale di Champions League e uno, quello di ieri, è costato una delle umiliazioni più storiche subite nella stracittadina milanese. Per la terza volta nella gestione Pioli, oltretutto, il Milan ha subito 5 gol in una partita: è successo nella clamorosa debacle di Bergamo, è successo nello scorso gennaio in casa contro il Sassuolo di Alessio Dionisi.

Per la Gazzetta, però, buona parte delle colpe della quinta malriuscita campagna contro l’Inter di Simone Inzaghi è da attribuire anche ai giocatori, a chi la partita l’ha giocata.

Tre cose che non sono andate

Il primo dei tre punti della rosea va ad analizzare la prestazione nel derby dei singoli. Per il quotidiano, un uomo su tutti ha ancora una volta deluso in una stracittadina milanese “più per atteggiamento che sul piano tecnico”: Theo Hernandez. Questa l’analisi di Gazzetta: “Il rigore omaggiato a Lautaro lo vedono tutti, ma Theo sul 3-1 si fa bruciare da Calhanoglu e rientra lento, senza il minimo fuoco, mentre sul 5-1 è in colpevole ritardo su Frattesi. Così non può funzionare“. Oltre al terzino sinistro francese, anche i nuovi Reijnders, Loftus-Cheek, Pulisic e Chukwueze con l’ingresso in campo nel secondo tempo “sono andati a fondo con tutti, più di tutti”.

Il secondo dei tre punti che contribuiscono a togliere per la rosea tutte le colpe a Stefano Pioli è il possesso palla del Milan: “Il pallone sabato sera circolava lento, i lanci sono sembrati troppi e troppo poco efficaci, Leao non si è mai acceso, i tre attaccanti entrati non hanno dato niente… e non è una novità. Al netto delle improvvisazioni di Theo, nessuno ha saputo uscire dalle difficoltà“.

Il terzo punto di Gazzetta è la difesa, una difesa morbida non aiutata da una squadra troppo alta, con Simon Kjaer che ha sofferto la difesa lontano dalla porta e Malick Thiaw nell’incubo Thuram a campo aperto. Interessante il passaggio sul calciomercato: “Se Thiaw e Kjaer hanno fallito il derby, Tomori ha sbagliato tanto, troppo, sia in questa estate sia nella passata stagione e Kalulu non è più quello dello scudetto, per labirintite da cambio ruolo o per una normalizzazione dopo la stagione della vita. Il Milan ha scelto di fidarsi del quartetto e non intervenire – né lì né davanti alla difesa, ruolo strategico in un 4-3-3 – e forse a gennaio farà altre valutazioni”.

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