Milan, Ghisoni: “Pioli, nessuno in casa con cui parlare di calcio”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Stefano Pioli al Milan non ha più con chi parlare di calcio? Questa è la provocazione di Paolo Ghisoni, direttore de La Giovane Italia

Il Milan da qualche anno a questa parte ha più volte cambiato il suo assetto societario e quindi, soprattutto, i protagonisti in dirigenza dal lato sportivo: Stefano Pioli ha sempre potuto contare sulle tante figure che si sono passate il testimone in queste stagioni. Cos’è cambiato? Il tema viene sollevato da Paolo Ghisoni, il direttore de La Giovane Italia, che è intervenuto a TMW Radio durante il programma “Maracanà“.

La sua riflessione parte da lontano:

“Probabilmente l’interpretazione tattica di alcune partite è dovuta anche al voler accontentare i giocatori top, come Theo o Leao. Scendere in campo con il 3-5-2 in quel famoso derby (5 febbraio 2023, ndr), credo nello spogliatoio non l’abbiano presa benissimo, soprattutto vista l’esclusione di Leao. È probabile che sia stato un fastidio per molti”.

Poi, continua proprio facendo riferimento alle diverse dirigenze:

“Questo era un percorso in scadenza. Siamo partiti con Rangnick, che avrebbe dovuto sostituire Pioli, poi è stato confermato ma se n’è andato Boban. Maldini e Massara sono rimasti come interlocutori e l’estate scorsa non ci sono più stati. Quindi, mi chiedo: Pioli, oggi, con chi si difende e con chi può parlare di calcio nell’ambiente Milan?”.

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