Garlando: “Milan, singoli sconcertanti! A Pioli serve diarchia al comando”

I più letti

Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Il giornalista vicino alle vicende di via Aldo Rossi fa il punto della situazione: cosa sta succedendo al Milan di Pioli? Quali mosse potrebbero cambiare le cose?

Dopo la sconfitta contro il PSG, la terza della stagione dopo quelle con Juventus (0-1) e Inter (5-1), sul banco degli imputati in casa Milan ci sono l’allenatore, Stefano Pioli, e una squadra che a livello di singoli sta rendendo poco nell’ultimo periodo. In un editoriale sulle colonne della Gazzetta dello Sport, il giornalista Luigi Garlando, vicino alle vicende di Casa Milan, ha provato a tirare le somme dell’inizio di stagione rossonero: sono più le colpe della rosa del Milan o quelle di Pioli? Cosa potrebbe servire all’allenatore per cambiare marcia?

In cosa è mancato il Milan contro il PSG? Hanno più colpe i giocatori o l’allenatore?

Nella prima parte dell’editoriale, Luigi Garlando si concentra sulla sfida tra PSG e Milan, un match dove oltre a qualche scelta di Stefano Pioli sono mancati “soprattuttoi singoli calciatori, autori di una prestazione parecchio sottotono.

“Il tecnico ha pagato un ottimismo tattico eccessivo e la fede ostinata in un pressing alto che ha allungato la squadra ed esposto la truppa a rischiosi uno contro uno. Mbappé e Dembelé hanno infierito. Ma Pioli ha pagato anche (soprattutto) la prestazione sconcertante di tutte le sue individualità, a cominciare dalle più eccellenti (Theo, Leao). Nessuno escluso. Fotogrammi impressionanti: 10 milanisti in area (10!), 3 del Psg, eppure Dembelé riceve solo da corner e, dopo il tiro respinto male da Maignan, Kolo Muani imbuca il 2-0, altrettanto solo. Un altro, al minuto 10’: Pulisic affonda a destra e crossa lungo. Dov’è Leao che dovrebbe attaccare il secondo palo, come fa sempre Mbappé? È ancora fuori area, sta arrivando con comodo, corricchiando. Eppure, Pioli alla vigilia gli aveva raccomandato di aggredire di più la porta, di attaccare l’area con la palla e senza quando l’azione nasceva sulla fascia opposta. Come non detto. La nottata sofferta è proseguita nel dopo-partita, con inciampi di comunicazione. Esagerato dire che il Milan «è stato superiore al Psg per un’ora». Dopo un’ora, era già sotto di due gol. E poi il botta e risposta con Calabria, che è stato soprattutto un equivoco, perché il terzino non ce l’aveva con i compagni e Pioli non ce l’aveva con Calabria”.

SACCHI: “MILAN, SERATA STORTA E CONFUSA! PIOLI, VOGLIAMO CAPIRLO!?”

Pioli, Calabria e la rosa “inferiore” del Milan

Cosa ci dice il confronto tra Pioli e Calabria dopo la sconfitta del Milan? Poteva essere evitato? Come ne è uscita la squadra?

“Tra i due c’è un legame forte, nessun sospetto di fronda, è stato proprio Calabria a organizzare la festa a sorpresa per il recente compleanno del mister. Ma anche questa incomprensione ha eccitato la piazza social e aumentato l’elettricità ambientale. È qui che si è avvertita l’assenza della società, di una figura autorevole che sapesse spiegare, commentare, smorzare, in maniera più lucida di quanto possano fare i protagonisti a caldo. Non è la prima volta che si è avuta questa sensazione di vuoto (post-derby). Da tempo, un dirigente avrebbe dovuto anche riportare nei giusti argini le aspettative per questo Milan giovane e rivoluzionato in estate. Avrebbe dovuto ricordare che lo scudetto ’22 e la semifinale Champions, sproporzionati al valore della rosa, sono stati miracoli e che non giustificano l’attesa scontata di altre perle del genere. L’ultimo mercato è stato celebrato in modo eccessivo. Reijnders è un buon profilo, ma non ha ancora fatto un gol; Musah deve ancora imporsi. Un ragazzino di 17 anni, Zaire-Emery, ha portato a spasso tutto il reparto; la differenza con la mediana dell’Inter l’ha spiegata bene il derby. La rosa rossonera, che ha lacune notevoli (difensore centrale, terzino sinistro, centrocampista, attaccante) è inferiore a quella di Inter, Juve e Napoli, specie in attacco, dove accanto al vecchio Giroud, sono arrivati contributi per ora impercettibili: Okafor, Jovic, Chukwueze (28 milioni)”.

“HA SBAGLIATO, NON C’E’ NESSUNO CHE…”: PIOLI RISPONDE A CALABRIA

Il Milan dovrebbe affiancare qualcuno a Stefano Pioli?

Nell’ultima parte dell’editoriale, Luigi Garlando si concentra su come potrebbe cambiare marcia il Milan di Stefano Pioli nel futuro prossimo. Per il giornalista, all’allenatore rossonero serve ristabilire quella diarchia al comando, magari con Zlatan Ibrahimovic, che tanto ha portato nel 2021/2022 quando il club ha alzato il 19esimo scudetto della sua storia.

“Contestualizzato in modo onesto, il tonfo di Parigi assume un valore diverso, meno drammatico. Quest’estate siamo stati facili profeti titolando: «Pioli, l’anno più difficile». Si poteva intuire che, senza Paolo Maldini, parafulmine, ma soprattutto interlocutore tecnico, competente e costantemente connesso alla squadra, per il tecnico sarebbe stata più dura. A Milanello avrebbe sofferto di solitudine. Pioli non ha bisogno di un badante tattico, ma il confronto quotidiano con chi ha vissuto di calcio per una vita è preziosissimo. Così come lo era il suo carisma in spogliatoio. Le sue parole arrivavano sempre. Con Theo, per esempio, sua perla di mercato, Paolo parlava tantissimo, perché il francese ha indole particolare e ha bisogno di essere motivato ogni giorno per rendere al massimo. Oggi chi può farlo? Ma c’è chi potrebbe: Zlatan Ibrahimovic. Arrivò a Milanello nel gennaio 2020 in un momento di grande emergenza, può tornarci ora, in altra veste, in un una contingenza altrettanto delicata. Può ricostituire con Pioli la diarchia di comando, con diverse competenze, che ha fruttato lo scudetto. Può ridare ferocia, autostima e prospettive a uno spogliatoio, a rischio di rassegnazione dopo derby, Juve e Psg. Ibra può essere la maschera dura e autorevole da mostrare all’esterno nei momenti di difficoltà, l’uomo forte che manca, capace di proteggere squadra e club, ma anche di spendere il suo carisma con le istituzioni. Zlatan sta cercando di capire cosa fare da grande. Questo è il momento ideale per sciogliere i dubbi, se vuole ancora impegnarsi per il bene di un Milan in difficoltà. Se farà crescere Reijnders, Musah e Chukwueze, come ha fatto crescere Tonali, Calhanoglu e Leao, il Milan può cambiare rotta. Pioli sarà il solito valore aggiunto. Perché Pioli non è l’uomo che inciampa, è il tecnico che ha raccolto il Milan da terra e lo ha riportato in alto”.

“SCELTA CHIARA, NON MI INTROMETTO”: FRECCIATINA DI CAPELLO AL MILAN DI PIOLI?

SCORRI PER ALTRE
NEWS MILAN E NOTIZIE MILAN

pioli milan theo leao garlando

Ultime news

Notizie correlate