Milan, Garlando premia Pioli: “Loftus-Cheek è la quarta conferma”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Luigi Garlando incensa il Milan dopo la vittoria sul Rennes e celebra il lavoro di Stefano Pioli su Loftus-Cheek

Con una bella vittoria sui francesi del Rennes i rossoneri si aggiudicano la prima metà della sfida che regalerà l’accesso agli ottavi di finale: il Milan di Stefano Pioli è ampiamente apprezzato da Luigi Garlando, specialmente per un discorso di maturità. Sulle pagine de La Gazzetta dello Sport, infatti, in un editoriale tocca diversi temi, tutti che vertono sulla concretezza di un Milan ritrovato nel 2024. Da Rafa Leao e Alessandro Florenzi fino ad arrivare a Ruben Loftus-Cheek, il giornalista passa in rassegna tutti i cambiamenti che hanno come denominatore comune il lavoro dell’allenatore.

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Un Milan maturo

Il simbolo della maturazione, scrive Garlando, è il terzo gol siglato da Rafa, ieri sera. “Il portoghese ha appoggiato la palla di tacco a Theo Hernandez e ha chiuso il triangolo in rete con un tocco al volo. Quel tacco aveva un senso e un’utilità pratica, quello celeberrimo tentato da Rafa il 19 settembre contro il Newcastle, molto meno”. Ecco, allora, il paragone tra le due serate con esiti ben diversi: “Quella notte il Milan calciò 25 volte verso la porta senza mungere un gol. Ieri, con 8 palloni scagliati tra i pali, ha raccolto 3 gol, una traversa e imposto un paio di miracoli al portiere”. Per la penna della rosea crescere e maturare significa anche essere concreti ed equilibrati.

E se parliamo di un Milan che appare in crescita da qualsiasi parte lo si consideri”, c’è da soffermarsi su qualche altro singolo. Garlando cita Florenzi: “Contro il Napoli ha regalato uno stop in corsa, con pallone che gli arrivava da dietro, da esporre al Louvre. Ieri ha mandato in gol Loftus-Cheek, come aveva già fatto con il Bologna”. Poi, si dedica all’8 inglese, celebrando il lavoro di Pioli su di lui e sul suo ruolo:

“Una delle spie migliori dell’ottimo lavoro di Pioli. Era fisiologico che all’inizio trovasse difficoltà. Ma il lavoro paga e chi sa farlo, con le conoscenze giuste, prima o poi, trova sempre la soluzione. Loftus-Cheek, trequartista fisico, orizzontale e verticale, è l’ultima conferma. Lo aveva già fatto con Calhanoglu, Tonali, Leao… Qualcuno potrebbe obbiettare: «Sì, ma De Ketelaere?». Charles non è l’eccezione, è la regola. Senza il lavoro di Pioli dello scorso anno, non ci sarebbe il De Ketelaere di oggi, come ha riconosciuto più di una volta Gasperini”.

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