“Pioli non più on fire, e il gruppo…”: per il giornalista è un ultimatum

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

“Ultima frontiera” per Stefano Pioli: Milan-Fiorentina sarà un match fondamentale per le sorti dell’allenatore rossonero, in discussione da diverse settimane

Torna la Serie A ed esattamente come prima della pausa Nazionali, al Milan di Stefano Pioli servono i risultati in campionato per uscire dalla crisi. Dopo 2 punti nelle ultime 4 partite, i rossoneri hanno a disposizione un solo risultato contro la Viola sabato sera: la vittoria. Tra il ruolo in discussione e la fiducia del gruppo, per Sebastiano Vernazza della Gazzetta dello Sport la partita tra Milan e Fiorentina è una “ultima frontiera o quasi” per Stefano Pioli.

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Passato, presente, futuro

“Due sconfitte e due pareggi nelle ultime quattro giornate di campionato: il Milan non può permettersi altro che la vittoria, sabato sera a San Siro contro la Fiorentina rianimata. Un pari o, peggio, l’ennesimo scivolone acuirebbe una crisi lenita in minima parte dal successo in Champions contro il Psg. Juve, Udinese e… Fiorentina? Non è accettabile che il Milan perda la terza gara di fila in casa. Non vogliamo dire che Stefano Pioli si giochi la panchina, ma siamo lì, immaginiamo che di fronte a un’altra caduta la società si interrogherebbe con forza e urgenza. Giusto l’imminenza della Champions, la gara con il Borussia Dortmund di martedì, potrebbe trattenere il club da una decisione immediata”.

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La fiducia del gruppo Milan in Stefano Pioli

“Il gruppo forse non ha più una fiducia piena in Pioli. I giocatori sono muniti di antenne potenti, basta niente perché le loro percezioni cambino. L’ombra di Ibrahimovic, agitata qua e là, tra Milanello e Casa Milan, ha alzato una nebbia malsana, depotenziato il tecnico e il suo staff. Un po’ quello che è successo a Napoli con il commissariamento di Rudi Garcia da parte di Aurelio De Laurentiis. Al Milan la cosa è stata più sfumata, meno plateale, ma tutti hanno capito che in società dubitano dell’allenatore. Il contratto con scadenza 2025 è stato fin qui un ottimo deterrente, però il punto di rottura pare sempre più vicino e un altro stop lo renderebbe incombente”.

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“Ultima frontiera”

“Pioli allena il Milan dall’ottobre del 2019, quattro anni e un mese, una finestra ampia. Ha rischiato il posto subito, nella stagione del Covid, quando gli americani stavano per sostituirlo con il tedesco Ralf Rangnick. Salvato da Paolo Maldini, ha vinto lo scudetto del 2022, non poco, ma neppure moltissimo, se il metro di paragone è l’Inter, più vincente nello stesso periodo, grazie allo scudetto di Antonio Conte e alle coppe nazionali di Simone Inzaghi. A scavare un solco sono state però le semifinali dell’ultima Champions. Pioli è stato sfortunato nel tabellone. Se fosse stato eliminato dal Real Madrid o dal Manchester City, zero problemi o quasi, però ha perso male i due derby contro l’Inter, un peccato capitale, e lì ha esaurito il bonus scudetto. Pioli non più on fire, ma out. La Fiorentina come ultima frontiera o quasi”.

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