il 19/12/2023 alle 12:50

ESCLUSIVA, Visnadi: “Milan, sono critico con Pioli! Vado controcorrente, ma Leao con Inzaghi…”

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Una “voce controcorrente” sul Milan, come si autodefinisce, è quella di Gianni Visnadi: lo abbiamo intervistato tra Pioli, Leao, Ibrahimovic, l’Inter, l’Europa League e gli infortuni

Dopo il primo verdetto della stagione, la retrocessione dalla Champions League all’Europa League, sono tanti i temi di discussione nati intorno al Milan di Stefano Pioli. Tra l’ecatombe infortuni e l’arrivo di Zlatan Ibrahimovic, l’annata rossonera è iniziata con un saliscendi di emozioni passate dai 5 gol subiti nel derby alla vittoria in casa sul PSG di Mbappé e Donnarumma. Per fare un punto sul momento del Milan, su Stefano Pioli e su tutti i temi caldi del club di via Aldo Rossi abbiamo ospitato in ESCLUSIVA ai microfoni di Radio Rossonera Gianni Visnadi, direttore di calciomercato.com e penna del quotidiano Il Giornale.

Una "voce controcorrente" sul Milan è quella di Gianni Visnadi: lo abbiamo intervistato tra Pioli, Ibrahimovic, Leao, l'Inter e gli infortuni

5 domande, 5 risposte

Di seguito, le domande e le risposte del giornalista Gianni Visnadi sul Milan, sull’Inter, sull’Europa League, su Pioli, Leao e Ibrahimovic in ESCLUSIVA ai microfoni di Radio Rossonera:

Il Milan vince sul Monza, seconda vittoria consecutiva “dolceamara” a causa dei due infortuni di Pobega e Okafor

“Sottoscrivo tutto, forse questa volta si può limare sull’aggettivo, perché trattandosi su due giocatori di secondo piano non sono infortuni ‘pesantissimi’. Il problema è quando si fa male Leao, non quando si fa male Okafor. Servono tutti, sono tutti importanti e indispensabili ma Leao è sostanzialmente insieme a Maignan quelli senza il quale la squadra va molto in difficoltà”.

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Come giudica la stagione del Milan fino a questo momento?

“Altamente negativa, fino a questo momento. Ad oggi, fuori dalla Champions League con la retrocessione in Europa League, parecchio lontano dalla vetta in campionato… Per me il Milan ha un organico di livello. La mia è una voce controcorrente: il Milan non è inferiore all’Inter, io penso che chi in Italia può schierare Leao deve poter pensare di vincere tutte le partite. Il problema è che Leao il Milan non l’ha avuto sempre, e che il Milan ha avuto tanti, troppi infortunati. Quando questa emorragia si fermerà, allora potremmo capire meglio il valore di questa squadra. Ad oggi, però, il saldo è negativo, è amaro. Nove punti sono tanti, anche se credo ci sia ancora lo spazio per provare l’inseguimento all’Inter. Però la coppa del giovedì è una “rogna” che ha pochi confronti nel panorama calcistico europeo, non aiuterà certamente…”.

L’Europa League è un’opportunità o un ostacolo nella rincorsa all’Inter?

“Nella rincorsa all’Inter è un impiccio pesantissimo, il problema è che anche senza l’Europa League con l’Inter che vola e tu che corricchi forse non riusciresti a prenderlo. L’ideale sarebbe provare a chiudere nei 4 in campionato, e io penso che nessuno, e ripeto nessuno possa uscire dai 4 con questa squadra. Perché il Milan è forte. E poi provare a vincere l’Europa League, un trofeo che da visibilità, prestigio. Ma è un trofeo che vale solo se lo vinci. La finale non conta nulla: non porta soldi, porta solo amarezza e sfottò se la perdi. Se invece la vinci, cambia il discorso, e se riesci ad arrivare anche quarto giocando anche di giovedì con la complicazione anche degli infortuni… L’Europa League è un traguardo, ma non è di quelli da aprire un vino buono, ecco”.

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C’è qualcosa che va aggiustato in questo Milan?

“Io ho una posizione molto critica con Stefano Pioli, su come sta facendo giocare il Milan dalla vittoria dello scudetto in poi. Io credo che il vero valore del Milan non si sia ancora visto, credo che la squadra abbia delle opportunità. Però i discorsi sono due. Il discorso virtuale è quello con l’organico al completo… il problema è che l’organico al completo non lo è mai. Alla fine inevitabilmente questo diventa un alibi, una giustificazione, poi si tratterebbe comunque di capire perché tanti giocatori si fanno male e perché continuano a farsi male. Io penso che il Milan, e forse detto a Radio Rossonera può sembrare blasfemia, dovrebbe imparare qualcosa dall’Inter, da quella di Inzaghi, da quello che sta facendo in questi mesi Simone Inzaghi. Ovvero che la prima cosa che conta è non rischiare, non esporsi, non offrirsi agli avversari. L’Inter non è vero che gioca male, non è vero che gioca solo in contropiede. L’Inter è forte. Ed anche il Milan è forte, solo che il Milan si offre agli altri e non riesce a scatenare quelle che sono le sue vere frecce. Guardiamo Leao, lo abbiamo visto nella seconda metà della stagione scudetto e poi a spot. Ma non per colpa di Leao, perché Leao non è messo nelle condizioni di giocare il calcio che potrebbe esaltare lui e di conseguenza la squadra. Io credo che Leao, nelle mani di Inzaghi per esempio, sarebbe già diventato il giocatore che noi tifosi di Leao, perché io sono un suo estimatore, pensavo che sia: uno dei primi 5 calciatori del mondo”.

In questo scenario, l’arrivo di Ibrahimovic è uno specchietto per le allodole o potrà veramente aiutare questa società?

“Bisogna vedere cosa farà. Se parlerà con Cardinale di affari o se parlerà con Pioli di tattica, o con la società di acquisti. Io non ho capito, per me al momento forse nemmeno è uno specchietto per le allodole. Ora è solo la necessità di mettere un totem dentro Milanello, perché un totem era stato abbattuto. Però quello che ha fatto Paolo Maldini in questi anni, tra cose buone e cose meno buone, l’ha fatto in maniera chiara dicendo e spiegando sempre il suo lavoro. Quello che farà Ibrahimovic non l’ha capito nessuno, lo dimostrerà il tempo”.

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