Milan, Currò: “Pioli scaricato da una dirigenza bisognosa del capro espiatorio”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Dopo la sconfitta del Milan nel derby, il giornalista ha parlato della stagione dei rossoneri, tra il lavoro della dirigenza e quello di Stefano Pioli

Con la sconfitta nel derby con l’Inter e la matematica dello scudetto nerazzurro finisce con un mese di anticipo il 2023/2024 del Milan: la squadra di Stefano Pioli non ha più obiettivi da conquistare se non un secondo posto che vale relativamente vista l’ormai quasi certa qualificazione alla prossima Champions League. Della sconfitta contro l’Inter e in generale della stagione del Milan tra Stefano Pioli e la nuova dirigenza rossonera ha parlato il giornalista di Repubblica Enrico Currò.

Pioli “capro espiatorio”

Nel commento alla partita sulle colonne dell’edizione di oggi del quotidiano, il giornalista ha parlato dell’ormai sempre più certo addio dell’allenatore al termine della stagione. Per Currò, oltre ad essere stato “condannato dalla folla“, il tecnico vincitore dello scudetto 2021/2022 è stato “scaricato da una dirigenza bisognosa del classico capro espiatorio“. Dirigenza definita poi di “neofiti” a livello soprattutto di calciomercato, rea di non aver fornito calciatoricomplementari a Pioli“.

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