il 06/11/2023 alle 10:42

Criscitiello: “Milan, errore a monte! Ora Conte e meno marionette”

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Criscitiello lancia il nome di Antonio Conte per il dopo Pioli in casa Milan: è l’uomo giusto per risolvere la crisi e i problemi?

Il Milan perde in casa con l’Udinese e San Siro fischia Stefano Pioli: se non è crisi, poco ci manca. Dopo la sosta Nazionali passata in solitaria in testa alla classifica, i rossoneri si trovano a -6 dall’Inter di Simone Inzaghi e con un piede fuori dalla Champions League dopo il giro di boa del Girone F chiuso con 2 punti e 0 gol segnati. Mentre la società conferma momentaneamente l’allenatore, diversi addetti ai lavori cominciano ad ipotizzare come potrebbe (e dovrebbe) essere il Milan del futuro senza Stefano Pioli.

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Analisi, riflessione, obiettivo, cura

In 4 punti, Michele Criscitiello racconta quello che sta succedendo in casa Milan, dove la panchina di Stefano Pioli comincia a traballare dopo un ottobre nero e due sconfitte casalinghe consecutive, cosa che non accadeva dalla gestione Giampaolo. Antonio Conte è l’uomo giusto per il progetto Milan? Per il direttore di Sportitalia, sì, ma non adesso:

“Analisi Milan: la squadra ha delle lacune evidenti ed oggettive. Riflessione: Pioli è un ottimo allenatore ed è stato un grande traghettatore da “piccolo Milan a grande Milan” ma non può essere il perno del progetto. Ha vinto uno scudetto ed è stato un miracolo sportivo. Obiettivo: mantenere la Champions e rientrare tra le prime 4. Puntare agli ottavi ma serve un miracolo. Cura: chiamare Antonio Conte e bloccarlo per la prossima stagione, farlo salire sul carro a dicembre non avrebbe alcun senso per il progetto. Conte ti porta carisma, autostima e professionalità. Serve la mentalità folle di Conte. Il malato psicopatico che se non vince spacca tutto. Serve la sua grinta, la sua fame per essere più pratici e meno marionette”.

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L’errore del Milan: Pioli sì nonostante la rivoluzione dirigenziale

Concentrandosi sui problemi del Milan, Criscitiello esprime i suoi dubbi sulla scelta del club in estate, quella di tenere Stefano Pioli in panchina nonostante una gigantesca rivoluzione a livello dirigenziale: “Non è un problema… ma lo diventa nel tempo“.

“Riavvolgendo il nastro: dovevi prendere De Zerbi, perfetto per il Milan e figlio del Milan quando era a casa dopo le bombe ucraine e non farlo scappare da Brescia a Brighton. Il Milan è in grande difficoltà perché quando non ha i singoli che te la sbloccano (vedi Leao, Giroud e Theo) fa fatica a costruire. Manca un cervello a centrocampo e in attacco sei sempre prevedibile. Fai paura solo quando si accende Leao che, però, con la sua incostanza diventa un giocatore normale nel lungo periodo. Pioli ha ovviamente le sue colpe ma le colpe le ha chi non ha capito in questi anni che l’allenatore è bravo e capace ed è cresciuto tantissimo ma affidargli un progetto europeo come quello del Milan è troppo. Parliamo di uno che ha vinto scudetto e fatto pochi mesi fa, male, una doppia semifinale di Champions League. Traguardi impensabili se pensiamo al Pioli di Salerno, Bologna o Firenze. La società lungimirante deve capire, in estate, che sa fai la giusta rivoluzione dirigenziale la devi completare anche nel settore tecnico. In privato l’ho detto a qualcuno e mi fu risposto che Pioli non era un problema. Attenzione: non lo è ma lo diventa nel tempo. C’è da fare un’analisi sulla involuzione dei singoli. Troppi calciatori sono peggiorati in pochi mesi, hai un problema serio di infortuni e di condizione atletica. Se fai campionato – Champions e sei il Milan queste cose non puoi subirle ma controllarle”.

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