Cerruti: “Pioli non è l’unico colpevole! Nereo Rocco diceva che…”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Il giornalista difende Stefano Pioli, non l’unico colpevole della debacle Milan nel derby di sabato: cosa serve contro il Newcastle?

La Champions League per rialzarsi, il Newcastle per dimenticare la tremenda batosta subita dal Milan di Stefano Pioli nel quinto derby consecutivo perso con l’Inter di Simone Inzaghi. In un editoriale sulle colonne della Gazzetta dello Sport, il giornalista Alberto Cerruti si concentra proprio sulla partita di stasera come unico mezzo per cambiare subito rotta e provare a dimenticare in fretta quello che è successo sabato sera. Un’eventuale vittoria aiuterebbe a fermare le critiche nei confronti di Pioli, non l’unico responsabile della disfatta Milan nel derby.

Occasione Champions

“Riscatto. Questa è la parola d’ordine, ripetuta ieri a Milanello alla presenza di Ibrahimovic. Sì, ma come riscattarsi? Cambiando atteggiamento, modulo tattico o giocatori? Oggi sapremo, con un’unica certezza a prescindere dal kappaò nel derby perché il Milan contro il Newcastle deve assolutamente vincere, per non complicarsi la vita in Champions come un anno fa. Ricordare, per credere, la rincorsa prima per pareggiare 1-1 all’esordio dopo il gol dell’attuale rossonero Okafor e poi per qualificarsi soltanto all’ultima giornata. Allora il Milan era in prima fascia, mentre stavolta riparte dalla terza in un girone molto più difficile che tra l’altro, dopo l’esordio casalingo, proporrà due trasferte consecutive: a Dortmund contro il Borussia e a Parigi contro il Psg. Tre punti, quindi, servirebbero non soltanto per decollare nel modo migliore in Europa, ma anche per ritrovare fiducia in vista del campionato”.

“In campo vanno i giocatori”

“Soltanto con un successo, infatti, si potrebbe frenare l’ondata di critiche nei confronti di Pioli, che può avere sbagliato qualche scelta, come qualsiasi allenatore, ma non può essere considerato l’unico, o il principale, responsabile del tracollo nel derby. Come ricordava il grande “Paròn” Rocco, che ha vinto più titoli (dieci) di tutti sulla panchina del Milan, in campo vanno i giocatori e sono loro, nel bene e nel male, a decidere le partite”.

“E allora, dopo essere stati elogiati nelle prime tre partite, proprio i nuovi titolari Pulisic, Loftus-Cheek e Reijnders naufragati contro l’Inter, e gli altri acquisti Chukwueze, Okafor, Jovic e Musah entrati nella ripresa, hanno la grande occasione per diventare i simboli del riscatto. In questo caso si potrebbe dare ragione in un colpo solo a Pioli, che aveva subito inserito tre nuovi acquisti con sorprendente successo, e alla coppia Furlani-Moncada elogiata per i ripetuti “colpi” sul mercato grazie alla cessione di Tonali, primo ex milanista in questo girone, che riporterà anche Donnarumma a San Siro”.

Pioli e gli ultimi arrivati in casa Milan

“In attesa di conoscere quali, e quanti, dei nuovi acquisti affronteranno il Newcastle, è già confortante sapere che tornerà Tomori, anche se per la verità i dubbi sulla tenuta della difesa erano già affiorati quando l’inglese non era squalificato. E a questo proposito vale la pena sottolineare il fatto che il ventunenne argentino Pellegrino non può bastare per rinforzare il reparto arretrato. Una scelta molto rischiosa, perché nel nostro campionato lo scudetto va quasi sempre a chi incassa meno gol. Lo ha dimostrato la stagione scorsa il Napoli, che non a caso ora soffre per la partenza di Kim e fu vittima a sua volta dell’esempio più clamoroso”.

“Proprio il Milan di Berlusconi, infatti, nel 1988 vinse il suo primo scudetto segnando dodici gol meno di Maradona e compagni (43-55), incassandone però tredici in meno (14-27), grazie alla difesa diretta da Baresi. Oggi il leggendario capitano sarà soltanto in tribuna e quindi toccherà a Calabria, che ne ha ereditato la fascia, guidare i suoi compagni al riscatto, a cominciare dagli ultimi arrivati che devono dimostrarsi rinforzi veri. Per non rimpiangere Tonali”.

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