il 27/12/2023 alle 09:14

Capello bacchetta Pioli: “Così il Milan non va bene! Sarò all’antica, ma…”

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Tra consigli e critiche, Fabio Capello ha parlato in maniera approfondita del Milan e di Stefano Pioli sulle colonne della Gazzetta dello Sport

Nonostante il terzo posto in classifica in Serie A, la panchina di Stefano Pioli traballa da settimane a causa dei risultati altalenanti del suo Milan. I rossoneri alternano partite molto buone, come quelle col Monza e quelle in Champions League a San Siro contro il PSG e nel secondo tempo a Newcastle, a prestazioni opache e asettiche come quelle in trasferta contro la Salernitana e quella in casa contro l’Udinese (unica vittoria in A dei friulani). Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l’ex allenatore del Milan Fabio Capello ha parlato in maniera approfondita della situazione Pioli, concentrandosi su quattro dettagli in particolare: il possibile esonero, il problema tattico, quello degli infortuni e quello legato al calciomercato.

Pioli out è la scelta giusta per il Milan? Tattica e infortuni, parla Capello

Alla domanda sull’esonero di Pioli, Fabio Capello risponde in maniera negativa: l’ex Milan dà però diversi consigli all’allenatore Campione d’Italia 2021/2022.

PIOLI OUT ADESSO?: «No, ma Pioli deve trovare delle soluzioni. Continuare sulla stessa linea non va bene. Bisogna capire dove agire: difesa, centrocampo, attacco. Due anni fa Pioli aveva a disposizione un centrocampo formidabile, con Tonali, Kessie, Bennacer, Calhanoglu. Quello che è adesso non si capisce, ma il centrocampo è il motore della squadra. Agirei lì, anche se con tante assenze non è semplice. Pioli non ha giocatori, gliene mancano troppi. Deve trovare soluzioni anche psicologiche. Cosa farei io? Cambierei modo di pensare. In difesa senza Tomori, Kjaer e Thiaw, ci sono tanti assenti. Mancano i centrali. Bisogna dare una scossa, cambiare strada. Ma esonerare Pioli adesso non servirebbe a molto».

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PROBLEMA TATTICO: «Le squadre che agiscono in contropiede mettono in difficoltà il Milan, lo si è visto più volte. Io lavorerei su questo e cercherei di avere una difesa più attenta. Intanto si potrebbe tentare con nuove soluzioni tattiche in difesa. Ma anche l’aspetto psicologico è fondamentale. La tattica fornisce rimedi, però non può tutto. Giocare a zona anziché a uomo? Non sarebbe il rimedio per tutti i mali, però aiuterebbe. Il Milan in questo modo potrebbe essere meno aggressivo, ma più ordinato. E in questo momento è importante avere equilibrio e fare filtro. Ripeto, il centrocampo è cambiato molto e adesso non è né carne né pesce. Mi auguro per il Milan che Bennacer torni ad essere il giocatore che era prima dei problemi fisici».

INFORTUNI: «Sarò all’antica, ma penso che si sia fatta poca preparazione per andare a giocare negli USA o altrove, come molte squadre fanno. Vai a giocare subito per motivi commerciali, poi paghi il prezzo. Bisognerebbe ricominciare a lavorare a scaglioni, ma quando si incontrano grandi squadre, anche in amichevole, nessuno vuole perdere».

Un mercato “diverso”, Ibrahimovic e Maldini

Nella seconda parte, “Don” Fabio Capello ha criticato le scelte di calciomercato di Stefano Pioli e ha parlato del cambio di dirigenza in casa Milan, da Maldini a Ibrahimovic.

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MERCATO: «Pioli adesso deve fare i conti con tante assenze, è complicato. Ma io avrei fatto un altro mercato. Due elementi di qualità che ti cambiano la squadra, non tanti prospetti. Il mercato in Italia non lo fanno gli allenatori? Pioli, a quanto leggo, ha approvato tutto. Diciamo che è stato aziendalista e accondiscendente e adesso deve correggere la situazione. Mercato di gennaio? Tutto è ancora in gioco. Certo, l’eliminazione dalla Champions League fa male, ma non bisogna farsi prendere dall’emotività. Però ecco, magari basta con gli algoritmi».

IBRAHIMOVIC E MALDINI: «Ibrahimovic è stato un campione ed è una persona intelligente. Il problema è che dal comunicato scritto in politichese non si capisce che ruolo abbia. Un ruolo tecnico? Il rischio è che vada a intaccare la leadership di Pioli. Il problema non è il suo ego, ma quello che si presume vada a fare in modo pratico. Sinceramente non l’ho capito e quindi è difficile parlarne. L’addio di Maldini? Se un gruppo dirigente prende una decisione, vuol dire che è convinto della bontà della scelta. Al di là delle capacità di Maldini e Massara, che hanno fatto un buon lavoro, ora si tratta di andare avanti, perché ripeto, c’è ancora tanto in gioco».

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