Milan, Bucciantini: “L’obsolescenza programmata corrompe, iniziamo da Pioli”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Marco Buccianti ha rivalutato la stagione del Milan di Stefano Pioli con la metafora dell’obsolescenza programmata

La classifica del Milan di Stefano Pioli e della Juventus di Massimiliano Allegri, adesso, è veritiera. A sostenerlo è Marco Bucciantini, giornalista che in un editoriale sulle colonne della Gazzetta dello Sport ha sottolineato quanto di buono fatto dal Milan e dal suo allenatore Stefano Pioli anche in questa stagione: “Forse e semplicemente tutto torna, si incastra secondo logica dopo aver sorpassato gli incidenti e la provvisorietà della classifica“.

Pioli e l’obsolescenza programmata

Per il giornalista, “la classifica aveva sporcato la narrazione sul Milan, complice anche il disarmo nei derby, e le eliminazioni nelle coppe“. Nonostante il contatto perso dalla vetta “quando ha dovuto rimediare ai tanti infortuni“, “il lavoro di questi tre anni è lì, sotto e sopra tutto […] e torna fuori, trascina, crea senso, appartenenza, felicità nei giocatori, riconquista il pubblico“.

Bucciantini continua: “C’è una corruzione più insidiosa anche dei risultati, e si chiama obsolescenza programmata. Che ci fa spendere troppo per elettrodomestici che durano poco, per vestiti che durano una stagione, in questa depravazione del capitalismo che si chiama consumismo, ecco, aspettiamo sempre qualcosa di nuovo, di più“. La metafora, chiamata, è per quello che è successo in questa stagione al Milan di Stefano Pioli: “Tenersi stretto il bello, aspettarlo quando l’abbiamo conosciuto e vissuto, difenderlo dal consumo, salverà il mondo (cominciamo da Pioli)“.

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