Milan, Braglia: «Se non Pioli, serve un tecnico “diverso”». E spiega

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Simone Braglia si espone sul futuro della panchina del Milan: dalla riconferma di Stefano Pioli ai candidati “nuovi e diversi”

Dei tanti discorsi che si fanno ogni giorno e dopo tutte le partite del Milan, un nuovo tema viene sollevato da Simone Braglia sull’eventuale successione di Stefano Pioli alla guida dei rossoneri. L’ex portiere si è espresso considerando i tanti nomi dei possibili candidati. Il suo ragionamento sull’argomento caldo a TMW Radio è riportato di seguito.

Tanti nomi, una linea guida

“Per Conte non ci sono soldi. E se prendi uno come lui, devi mettere sul piatto uno sforzo economico per accontentarlo. Nessuno ne mette in dubbio le capacità, ma oggi vedo avanzare profili giovani, tipo Thiago Motta. Un tecnico che potrebbe andare bene al Milan è Roberto De Zerbi, che conosce l’ambiente e ha un bagaglio importante”.

Sullo stesso filone, prosegue: “Credo che ci sia un nuovo corso come allenatori che sta venendo fuori unendo gioco e risultati. Prendere uno che è consacrato e ha un passato di tutto rispetto ok, io rispetto questa decisione. Il calcio però sta cambiando e credo che una nuova società come il Milan abbia bisogno di un allenatore nuovo, diverso”.

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