Milan, Pioli e le voci che destabilizzano l’ambiente: Ordine fa il punto

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L’editoriale di Franco Ordine sul Milan: un mese decisivo per Pioli, le voci sul nuovo staff che destabilizzano l’ambiente e la fiducia del tecnico

È iniziato per il Milan il mese decisivo: Stefano Pioli vuole blindare il secondo posto e passare il turno in Europa League contro la Roma. Per riuscirci c’è bisogno di sostegno e serenità all’interno dell’ambiente. Per quanto riguarda il primo fattore, il Milan e Stefano Pioli possono stare tranquilli: entusiasmo alle stelle e un San Siro esaurito daranno certamente la carica giusta. Il punto di Franco Ordine su Il Giornale riguarda però, maggiormente, il secondo aspetto. Al netto delle indagini societarie, le indiscrezioni sul futuro assetto dello staff tecnico e dirigenziale finiscono inevitabilmente per destabilizzare l’ambiente rossonero. Tra auto-candidature, poi smentite, e voci sulla presidenza: Pioli scaccia ogni possibile distrazione.

Il Lecce apre un mese infuocato, nessuna distrazione

Il Milan quest’anno non ha mai centrato cinque vittorie consecutive in campionato: a San Siro arriva il Lecce, non ha subito gol dall’arrivo di Gotti in panchina. A questo si aggiungono la squalifica di Loftus-Cheek e gli infortuni di Thiaw e Bennacer. Uno scontro delicato che segue quanto era stato detto nelle settimane scorse sulla società rossonera. Prima l’auto-canditura di Steve Tashijan, preparatore atletico conosciuto da Ibrahimovic a Los Angeles che annuncia il nuovo incarico al Milan su LinkedIn e poi cancella il post; successivamente le voci mai confermate sul ds Kirovski e il presidente del Tolosa Comolli. Pioli fa muro e isola l’ambiente. Del resto, come sottolinea il giornalista, anche lui subì lo stesso trattamento destabilizzante con le voci su Ragnick. Per molti era già fuori da Milanello, invece rimase collezionando una striscia di tutto rispetto: Qualificazione in Europa League, secondo posto, Scudetto e semifinale di Champions League.

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