Adani: “Al Milan è naturale andare contro Pioli! Il progetto è vincente, lo ripeto…”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Anche Adani difende il percorso di Stefano Pioli sulla panchina del Milan argomentando e criticando dove giusto sui risultati degli ultimi anni

In un lungo intervento alla BoboTV di ieri sera, Lele Adani ha parlato in maniera molto approfondita del derby tra Milan e Inter, derby che ha visto Stefano Pioli uscire sconfitto ancora una volta, la quinta consecutiva. Prima di andare sulle questioni di campo, Adani ha difeso a spada tratta Stefano Pioli e il suo percorso sulla panchina del Milan, proprio come il suo amico e collega Antonio Cassano (seppur in altri toni e termini). Dai risultati ai trofei passando per la valorizzazione dei giocatori: quello che ha fatto l’allenatore di Parma sulla panchina rossonera va visto nel suo insieme. Di seguito, l’analisi di Lele Adani:

“Il mondo Milan è facilitato dopo due tre partite andare contro Pioli, al popolo rossonero viene naturale. Il percorso di Pioli al Milan è stato sempre in crescendo, ma se scivola o perde il derby diventa un allenatore che non può allenare nemmeno l’Imolese. Questa è la verità, questo è come viene descritto, il colpevole è sempre lui: tutto quello che ha fatto di buono viene meno e Pioli diventa la vittima sacrificale. Il risultato è pesante e fa male, ma ha cancellato la partenza del Milan che avevamo descritto guidati dal campo. Questa è la considerazione che il popolo del Milan ha di Stefano Pioli, un popolo che è appassionato, trasporta, incita ed è cresciuto insieme a questa piazza negli ultimi anni (è tornata a vincere lo scudetto, in Champions League, abbassato i costi, aumentato il valore di calciatori senza tante possibilità di acquisto) e l’ha fatto con Pioli in panchina”.

I meriti di Pioli nel percorso Milan

“E’ giusto essere determinati e decisi sul discorso di Pioli. Se torno indietro e vedo i calciatori che ha allenato negli ultimi anni… A Milano si confonde l’umore con l’analisi. L’umore è dettato da una sconfitta roboante e dal fatto che il Milan ha perso 5 derby di fila dove ha subito 12 gol e ne ha segnato solo 1. Quello lavora sull’umore. Bisogna aprire una parentesi tra le due squadre nel derby, dove ci sono 5 vittorie che hanno cambiato tante situazioni: una ha portato la Supercoppa, altre due la finale di Champions League. Io capisco la gente, ha diritto di essere incazzata, ma non posso non fare le analisi e non cercare di capire il calcio. Rimango sull’allenatore: se penso a quello che ha fatto Pioli, non c’è un giocatore che non sia migliorato con Pioli. Tranne Maignan, che quando è arrivato era già forte. Anche Giroud è migliorato: la richiesta di andare insieme agli esterni, esterni che venivano dalla Serie B come Messias, è stata la certificazione del lavoro di Pioli. Tonali perché è stato venduto a 80 milioni? Chi era l’allenatore? Pioli! Chi li ha portati in Champions? Di chi è merito se vendi uno e prendi quattro? Non si da merito a Pioli di portare 75mila persone allo stadio da diversi anni solo perché perde i derby? Certo che da fastidio, ma non si può togliere il merito a un allenatore che ha fatto questo percorso. In questo paese non si fanno le valutazioni per un allenatore che non ha avuto risultati e che dice cose ben peggiori di quelle che dice Pioli e si va ad analizzare togliendo il senso del discorso e interpretando male una risposta. Io sono andato a rivedere la partita, è successo questo: dopo il fallo di Barella su Theo Hernandez il Milan tiene palla per 4 minuti prima del gol di Mkhitaryan. In quei 4 minuti c’è stato il senso della partita: Pioli non ha detto che meritavano di vincere la partita. Tutti i giorni in Italia ci facciamo andare bene delle ca**ate. L’imbeccata ci può stare, perché son state riprese delle scuse fatte da Capello quando allenava dove chiedeva scusa. Non è da sminuire la risposta di Pioli e da prendere come esempio per flagellarlo. Perché lui ti ha dato la formazione: se io mi impegno e do tutto, non volevo perdere, perché devo scusarmi?”.

Le colpe dell’allenatore nel derby

“Entriamo nel calcistico, e chiediamo a Pioli perché non è funzionato l’accentramento di Calabria. In quanti in sala stampa sanno parlare di calcio con Pioli? Io gli avrei detto Stefano, con la Roma hai sorpreso ma l’Inter ti ha guardato e ti ha aspettato. Io gli chiedo questo! E vedrai che lui ti rispetta, ma chi fa considerazioni calcistiche? Noi salviamo quelli a cui se facciamo considerazioni calcistiche ci prendono per il culo, e puntiamo il dito a chi ti attacca perché non fai considerazioni calcistiche. Ma che paese è? L’Inter sperava che il Milan facesse quello: Inzaghi non cambia il piano partita, ha la squadra più forte, e dice ‘se loro abboccano, io gli faccio 100 volte il cu*o’. Ed è questo quello che è successo. Lo spartito è stato quello, ed è stato comodo per l’Inter: venire dentro con i terzini è andare in bocca all’Inter. Nel gol che fa Marcus Thuram la palla di Lautaro in profondità è una palla che da Totti. L’Inter non fa male al Milan in costruzione, sull’uscita da dietro: ha fatto male al Milan sulla riconquista. Perché dopo che riconquista la palla arrivano tutti, Barella, Mikhitaryan, Calhanoglu. Il derby dell’anno scorso d’andata Brozovic è andato davanti al portiere e ha segnato. Questa cosa il Milan la soffre ma non mette rimedio, per questo dico: perché accade sempre? Qua possiamo andare dentro le responsabilità dell’allenatore, ma non puoi smontare il percorso. Il Milan è inferiore all’Inter, ma se io mi faccio prendere ovunque, non leggo gli inserimenti, costruisco male e peggio e perdo i duelli difensivi uno contro uno…”.

“Per me il Milan è un progetto vincente, lo dico ora di più anche se ha perso. Il progetto non dipende da una partita. Rispetto l’umore ma non posso non vedere gli argomenti nel disfattismo. Se vuoi distruggere tutto, argomentami perché bisogna distruggere tutto, io ti argomento perché secondo me deve rimanere in piedi. Il percorso, il progetto è molto valido. Ora sembra che non vada bene niente, è una cosa incredibile… I tifosi del Milan pensavano di vincere il derby, di poter vincere dopo un’inizio così di campionato. Con l’Inter non riesce a vincere, diventa vulnerabile e mentre costruisce prende gol. Anche le assenze hanno avuto un peso, non tolgono colpe perché le colpe si hanno ma il Milan ha giocato senza i due centrali dello scudetto”.

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