“Indimenticabile quel discorso all’intervallo”: l’aneddoto dell’ex difensore di Pioli

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Piero Mantegazza
Nato in provincia di Como nel 2000, laureato in Economia dei beni culturali e dello spettacolo. Ho mosso i primi passi nel giornalismo a “La Provincia di Como” per poi passare a Radio Rossonera. Raccontare lo sport è la mia passione: calcio e tennis non devono mai mancare. Fin da bambino il focus è il Milan, che è come una seconda famiglia. Innamorato delle bandiere e delle loro ineguagliabili storie, ormai sempre più in via d’estinzione

Ecco com’è Stefano Pioli visto da dentro lo spogliatoio: il racconto del difensore ai tempi della Fiorentina

Stefano Pioli è al centro del ciclone in questa pausa: Federico Ceccherini ci racconta le sue doti da comunicatore. Il difensore che lo ha avuto ai tempi della Fiorentina lo esalta per le doti umane. Nella sua memoria è impresso quel discorso contro l’Atalanta. L’intervista a Cronache di Spogliatoio. 

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Da Livorno a Firenze

Il suo percorso è partito da Livorno, dalla sua città: «L’ho lasciata in Serie C, quando Nicola mi chiamò per tornare a giocare in A a Crotone. Era un’occasione irripetibile e firmai in bianco, per gli stessi soldi che percepivo in B. Ho sempre avuto questo risentimento verso me stesso, per aver lasciato la squadra del mio cuore in quel modo. Adesso è in D, dopo essere fallita. Un giorno spero di fare come Alessandro Lucarelli con il Parma: scendere nei dilettanti e riportarlo tra i grandi, in A».

Il periodo al Crotone: “Fu magico, il gruppo fece la differenza. Ricordo nitidamente l’ultima giornata, quando eravamo in vantaggio con la Lazio e il Palermo, che era già retrocesso, segnò all’Empoli sancendo di fatto la nostra salvezza. Ci fu un boato nello stadio, per 10 secondi ci guardammo negli occhi dicendo: ‘È successo davvero’”. 

 La Fiorentina: “Sono stato sfortunato perché ho beccato i due anni più brutti della società nella storia recente, e con l’arrivo di Commisso si percepiva che sarebbe diventato un club al livello di Roma o Lazio”, e anche la concorrenza era ardua: «C’erano Milenković e Pezzella, oltre a Vitor Hugo. Poi arrivò pure Cáceres».

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Pioli e Chiesa

Il suo allenatore era Stefano Pioli: “Era un tecnico veramente onesto, un comunicatore. Fino a gennaio non giocavo, mi chiamava nel suo studio per spiegarmi ed era trasparente. Ti stimolava a non mollare e non puntava mai il dito. Credo si facesse tanti esami di coscienza per comprendere i suoi errori e cercare soluzioni, prima ancora di incolpare».

Non può dimenticare il discorso di Pioli durante un Fiorentina-Atalanta di Coppa Italia: “Perdevamo 0-2, all’intervallo ci disse una frase forte: ‘Ragazzi, le sconfitte arrivano ogni giorno. Quando qualcuno pensa Domani inizio palestra, e poi non lo fa. Quando pensi Vado a fare la spesa, ma poi preferisci restare sul divano. Ognuno di noi perde un po’ quotidianamente. Ora siamo sotto, abbiamo perso l’intervallo, ma abbiamo tutto il tempo per non perdere anche la partita’”.

Chiesa: “Giocavamo sempre tra di noi e durante il Covid, decidemmo di fare un contest e ogni giorno far entrare i tifosi nel nostro party e fare partite con loro. Qualcuno non credeva che fossimo realmente chi dicevamo di essere. Piano piano il livello si alzava e a volte ci beccavamo le infamate: ‘Mamma mia quanto siete scarsi!’. Non solo in campo, anche su Fortnite ci prendevamo gli insulti ahah!”.

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