Inchiesta Milan, da Investcorp a PIF: così i magistrati “si sono infilati nella nebbia”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Sulle colonne di Repubblica, Enrico Currò racconta e analizza gli ultimi 10 anni delle proprietà del Milan, da Mr. Bee a PIF

Nei giorni dell’inchiesta sul passaggio di proprietà del Milan da Elliott a RedBird, sulle colonne di Repubblica il giornalista Enrico Currò ripercorre gli ultimi 10 “misteriosi” anni del Diavolo, da Mr. Bee a Investcorp, finendo col fondo PIF. Dopo la cessione voluta di Silvio Berlusconi, “dal 2014 attorno al vertice del club c’è parecchia nebbia e diradarla non è semplice, al di là dei presunti contrasti tra il fondo Elliott e il fondo RedBird“.

Da Investcorp a PIF

Concentrandosi sull’ultimo grande cambiamento in casa Milan, dal fondo Elliott al fondo RedBird, Currò sottolinea checome nel caso di Li, non ha vinto il concorrente più accreditato: il Milan era vicinissimo al ticket formato dal fondo Investcorp (sede in Bahrain) e dalla piattaforma di investimento MFO (base a New York e investitori della famiglia reale saudita, con Saudi Crown MFO)“.

Le due operazioni erano di portata più o meno analoga, 1.2 miliardi di euro, ma gli arabi non volevano il prestito, accettato invece da RedBird“. Currò fa poi notare che “sempre in Medio Oriente, (RedBird, ndr) avrebbe ultimamente trattato come risulta dalle carte della Procura l’ingresso di un socio saudita nel Milan (il fondo sovrano PIF)“. Sarebbe stato questo, insieme all’esposto degli ex azionisti di minoranzatagliati fuori dall’operazioneSalvatore Cerchione e Gianluca D’Avanzo (Blue Skye) ad indurre i magistrati adinfilarsi nella nebbia“.

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