Milan, nelle carte Elliott-RedBird gli “arabi” si chiamano PIF: Gazzetta rivela

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Il nome del fondo arabo interessato ad entrare nell’azionariato del Milan è PIF: dalle carte sull’inchiesta Elliott-RedBird emerge il fondo sovrano saudita

Quello che emerge dall’inchiesta della Procura di Milano e della Guarda di Finanza sul passaggio di proprietà del Milan dal fondo Elliott al fondo RedBird è altro rispetto alle accuse degli organi istituzionali: secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, dalle carte finite nelle mani degli inquirenti spunta chiaramente il nome del fondo PIF. Gli arabi che orbitano intorno al Milan sarebbero quindi riconducibili al fondo PIF, fondo sovrano dell’Arabia Saudita. Ma andiamo nel dettaglio.

“Non era un’indiscrezione giornalistica”

Non era un’indiscrezione giornalistica“: per il quotidiano, “nel decreto di perquisizione la realtà emerge nel dettaglio” e “il fondo PIF è indicato come l’investitore destinato a entrare nella proprietà del club“. Entrando nello specifico, Gazzetta cita testualmente il documento “AC Milan Investor Presentation“, quello finito nelle mani degli inquirenti, nel quale si fa riferimento al fondo saudita al quale andrebbero “il 41,7% delle quote tramite il riacquisto dell’80% del Vendor Loan per 487,5 milioni di dollari“. Indipendentemente da come proseguiranno le indagini, quello che è emerso dalle prime carte è chiaro: il fondo PIF sta valutando l’ingresso nell’azionariato del Milan.

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