il 02/01/2023 alle 15:05

Peppe Di Stefano: “I segreti del Milan e di Zlatan Ibrahimovic”

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Intervistato dal canale Youtube di Carlo Pellegatti, il giornalista di Sky Sport Peppe Di Stefano ha parlato di Zlatan Ibrahimovic e del suo “nuovo” Milan.

Questo il suo commento sul rapporto con Pioli: “Ibra è lo specchio della realtà. Anni fa parlava di Pioli, ma diceva «Io e poi c’è il Milan». Stavolta, invece, dice «Pioli è stato bravo a trasmettere le proprie idee. Io voglio tornare e Pioli deve schierarmi dal primo minuto, se lo merito». Quindi l’allenatore è ormai leader di questa squadra”.

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Il riferimento è all’intervista a reti unificate rilasciata da Ibrahimovic qualche settimana fa. E sull’onda di quelle parole, Peppe Di Stefano continua: “Io amo Maradona perché ha vinto con una squadra normale. Lo svedese ha fatto un’impresa pressoché simile, anche se comunque diversa naturalmente, secondo me. Ha preso una squadra che non aveva minimamente l’idea di vincere, perché neanche un dirigente aveva mai pensato di poter vincere… Sembrava un pazzo che urlava nel deserto.

Nell’intervista a Cagliari, nel gennaio 2020, quando era arrivato da pochi giorni, lui disse: «Io sono qua per vincere lo Scudetto». Sembrava un matto, voleva dare un messaggio alla squadra e all’ambiente e l’ha fatto“.

Poi, prosegue:Perdere una partitella d’allenamento per lui fa la differenza: oggi diventa un messaggio. Perché oggi tutti giocano a morte quelle partitelle, la realtà dei fatti è che è cambiata la mentalità del Milan. Con Carlo Pellegatti, Di Stefano ricorda il discorso post vittoria con il Sassuolo, che consegnò lo Scudetto ai rossoneri: “Io sono convinto che sia una delle più grandi imprese della storia di Ibra. Lui magari non lo dirà mai e ricorderà per sempre i tanti Scudetti vinti, al Milan o consecutivamente con Juve, Inter o PSG.

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Farlo a 31 o 32 anni è una cosa, farlo a 40 dopo che il ginocchio era morto, con la famiglia distante… È riuscito a fare un’impresa. Ibra è il garante dello spogliatoio, ha permesso a Pioli di essere più forte e a Maldini di poter crescere all’interno delle dinamiche del gruppo. Dietro a quel gesto (quando ribaltò il tavolo in spogliatoio a Reggio Emilia, ndr) c’è tanto, c’è la rinascita di un popolo“.

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