ESCLUSIVA, Pellegatti: “Non difendo Pioli, difendo il Milan!”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Al telefono di Radio Rossonera, Carlo Pellegatti risponde alle domande dei tifosi del Milan: Krunic o Adli? Pioli out? E il mercato?

Archiviata una settimana difficile, il Milan ne comincia un’altra altrettanto complicata: abbiamo fatto due chiacchiere con Carlo Pellegatti sulle partite con Udinese, PSG e Lecce, fondamentali per capire in che modo potrà proseguire la stagione rossonera. Ai nostri microfoni, come sempre il venerdì pomeriggio dalle 16 alle 17 in onda LIVE sul canale Youtube di Radio Rossonera, Carlo Pellegatti ha risposto alle domande dei tifosi al telefono, affrontando diversi argomenti: da Pioli al calciomercato passando per il dualismo tra Krunic e Yacine Adli.

Pioli si è ammalato di “Guardiolismo” e non si rende conto di avere in mano un potenziale enorme? Il contropiede studiato non sarebbe la soluzione più adatta?

“Contro il Napoli il Milan non ha giocato in contropiede, ma ha giocato alla moda di Pioli. Non c’è una regola assoluta, noi continuiamo a dire che il Milan non ha vinto gli scontri diretti. Con l’Inter è stato un disastro, con la Juventus stavamo dominando senza fare contropiede, a Napoli non è arrivato il risultato ma nel primo tempo abbiamo dominato senza giocare in contropiede, col Borussia Dortmund ancora imbattuto in Bundesliga abbiamo giocato bene e controllato con delle occasioni importanti. Il modo di giocare di Pioli ha fallito clamorosamente contro l’Inter, ha fallito abbastanza nettamente contro il Paris Saint-Germain, squadre con valori rispettivamente alti e altissimi. Ma facciamo una scommessa: se il Milan ripete per 90 minuti il primo tempo contro il Napoli, secondo me abbiamo grandi chance di battere il Paris Saint-Germain. Di disastri ne abbiamo avuto uno in Italia e uno in Europa, perché contro la Juventus abbiamo perso senza sapere come, davamo l’impressione di controllare, mi ricordava molto la partita con la Lazio”.

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Calciomercato di necessità tra difensore e attaccante

“Al Milan serve per forza un difensore perché ci manca, altrimenti affrontiamo i mesi decisivi di febbraio e marzo con Tomori, Thiaw e Kjaer: ne serve un altro per forza. C’è un altro discorso da fare però. Se Jovic è questo, io non credo che il Milan affronti quei due mesi con i soli Giroud e Jovic, perché il serbo è l’alternativa al francese. Bisogna prendere per forza il difensore centrale, poi se Jovic non cresce l’attaccante mi sembra che qualcosa dovrebbero fare. Perché oggi, in questo momento, Jovic è peggio di Origi dell’anno scorso. Aveva fatto gol col Monza, si muoveva, tirava: Jovic quando entra è fermo”.

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Non si può essere allo stesso tempo Adlisti e Piolisti: cosa dice Carlo Pellegatti?

“Si parla di un centrocampista e di un allenatore. Io lo voglio ribadire: io non difendo Pioli, io difendo il Milan. Nel momento in cui mi schierassi dalla parte dei Pioli out farei del male al Milan. Dovesse andarsene ora perché non è più adatto e non sta facendo bene con la squadra vuol dire che il Milan sta andando male. A fine stagione poi vediamo i risultati e speriamo che Pioli si riconfermi, perché se si riconferma vuol dire che il Milan vince e arriva tra i primi. Nel momento in cui i Pioli out diranno “avevamo ragione noi”, io sarei un uomo triste perché vorrebbe dire che il Milan è arrivato quinto. Io per Krunic faccio un tifo sfrenato ma rimango Adlista: alla fine possiamo essere figli di questo o di quest’altro, ma se alla fine il Milan di Krunic vince il campionato avrà ragione Pioli e ci abbracciamo. Quello che conta è il bene supremo calcistico. Al momento Pobega e Adli li vede inferiori e gli preferisce altri. Io pensavo come logica che dovendo giocare con l’Udinese avrebbe fatto riposare Krunic per tenerlo fresco contro il PSG e al massimo rimetterlo con il Lecce, per non dare 6 partite di seguito ad un giocatore che è stato fermo un mese”.

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