ESCLUSIVA – Pellegatti: “Torino-Inter? Errore che fa male al calcio. Leao deve migliorare in fretta!”

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Carlo Pellegatti è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni durante il programma Filo Rossonero, la rubrica in cui i tifosi pongono tre domande al celebre gioralista. Tra i tanti temi toccati oggi spiccano la condizione di Leao e l’errore arbitrale di Torino-Inter.

Cosa manca a Leao per fare il definitivo salto di qualità? “È un campione, un prospetto di fuoriclasse, ma non deve accontentarsi. Non dobbiamo accontentarci. Non dobbiamo pretendere solo due o tre strappi a partita, anche se poi sono spesso decisivi. Il giocatore deve essere fondamentale dal primo al novantesimo minuto, l’allenatore non deve mai avere la tentazione di cambiarlo. Il suo riferimento non deve essere un buon giocatore, devono essere gli assoluti fuoriclasse come Weah, Shevchenko, Kakà, Pippo Inzaghi, Ibrahimovic. Vedi che anche nel Portogallo mi sembra che gli preferiscano Diogo Jota, il giocatore del Liverpool. Non va bene così perchè lui non è continuo nei 90 minuti. Soprattutto nel secondo tempo, a parte a Napoli, nelle ultime partite non ha praticamente toccato palla. Deve migliorare, e deve farlo in fretta! È grandissimo ma, come i grandi attori, deve recitare per tutto il film, non fare solo qualche grande battuta.”

Vedendo anche l’episodio di ieri in Torino-Inter, non pensi che inizino a diventare un po’ troppi questi errori arbitrali? “Ieri non è nemmeno un errore arbitrale, è una cosa che va oltre l’errore. Secondo me in tutto il mondo hanno visto il rigore salvo due persone: il signor Guida e il signor Massa. La ripresa televisiva è così netta che non ci possono essere dubbi. Oggi vorrei parlare con Massa e chiedergli il perchè, perchè non posso credere che non ci sia un motivo, deve esserci. Una cosa così fa male al calcio, non solo al Milan o alla Juventus, proprio a tutto il calcio italiano e a tutta la nostra classe arbitrale. L’errore di ieri è paragonabile al celebre gol fantasma di Muntari come gravità dell’episodio.”

Secondo te il fatto che ora tutto dipenda da noi può essere un fattore negativo, vista la giovane età della squadra, o non ti preoccupa? “Nel mio piccolo, da giocatore dilettante di tennis, ho vinto tante partite in cui ero in leggero vantaggio, lottando su ogni punto. Fa parte della mentalità dell’uomo vincente. Al mio livello mi facevano giocare in singolare perché nei momenti opportuni non mi tremava il braccio. La stessa cosa deve capitare a loro. Se i ragazzi non reggono la pressione vuol dire che sono una squadra competitiva all’80%, però per vincere bisogna raggiungere il 90 o il 100%. Questa situazione la puoi migliorare solo vincendo. Se tu continui a non vincere possiamo farci questa domanda altre 27 volte. Adesso abbiamo questa occasione e non va sprecata. Però abbiamo Ibrahimovic, Rebic vice-campione del mondo, Bennacer che ha vinto la Coppa d’Africa, Florenzi campione d’Europa, Maignan portiere di riserva della nazionale francese campione del mondo… Questi non posso pensare che tremino. Può avere eventualmente qualche problema gente come Tonali, Kalulu, Tomori, che per la prima volta si trova in una situazione del genere. Ma alla fine abbiamo una società vincente, abbiamo Maldini… Sarebbe insopportabile perdere per questo!”

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