ESCLUSIVA, Pellegatti: “Tutti con la Primavera! Musah-Reijnders è filosofia”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Da Dortmund, parola a Carlo Pellegatti: in esclusiva le ultime dalla Germania per la supersfida di Champions del Milan

Questa sera sarà Borussia Dortmund-Milan: con Carlo Pellegatti abbiamo fatto il punto della situazione sui rossoneri ragionando anche sulla probabile formazione. Intervenuto direttamente da Dortmund nel corso del nostro Talk, ci ha avvicinato al big match valido per la seconda giornata del girone F di Champions League parlando innanzitutto della Primavera e del suo match in Youth League. Poi, ampio spazio all’ambiente in cui si troverà immerso il Milan e alle scelte di Stefano Pioli per il centrocampo. Che partita aspettarsi questa sera? Parola a Pellegatti.

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Hai assistito a una bella vittoria questo pomeriggio…

“Un bel 2-1 autorevole, loro hanno segnato a un minuto e mezzo dalla fine. Abbiamo vinto meritatamente, al di là delle individualità mi è piaciuta proprio l’organizzazione generale di una squadra trasformata da Ignazio Abate. Ero in tribuna, c’era tutto lo staff tecnico, salvo Pioli. Il suo vice Murelli, Moncada, D’Ottavio, Bonera… Tutti a seguire questi ragazzi che hanno meritato di vincere e giocato bene. Il pomeriggio è partito bene…”.

Che partita farà il Dortmund? Attaccherà perché in casa o si difenderà come col PSG?

“Io sinceramente non ho idea come impostino le partite, ma è chiaro che oggi c’è una spinta in più. Vi do una lezione di tedesco: non si dice ‘Muro Giallo’, ma la ‘Parete’ gialla. Non cambia molto come concetto, però è diverso. Io sono venuto una volta a Dortmund, e non ricordo una grande o particolare impressione per questi tifosi. Nel ’57 non sono venuto, ma nel 2002 c’ero. Un pubblico che mi ha impressionato è quello del Celtic, loro forse per il freddo che faceva non mi impressionarono. Ma come abbiamo letto e straletto, ieri si sono allenati con i cori per abituarsi all’ambiente. Ha detto una cosa intelligente Pioli: ‘A volte non mi sentono i giocatori con un clima del genere’. Ricordo che proprio nella finale di Coppa dei Campioni del 1963, quando hanno dovuto cambiare le marcature su Eusebio, hanno dovuto organizzarsi Maldini e Trapattoni perché Rocco era così lontano che non si sentiva”.

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Ti convince com’è stato costruito il centrocampo Musah-Reijnders-Pobega?

“Direi di sì, mi sembrava quasi inevitabile. Adli aveva due partite consecutive alle spalle, in un ambiente così caldo dobbiamo ancora testarlo. Anche se ha giocato una partita meravigliosa l’anno scorso a Marsiglia, e non è meno di Dortmund. Era amichevole, ma con 60 mila persone non esiste amichevole. Ancora adesso non è chiaro se sarà Musah o Reijnders centrale, come dicono tutti. Ma voglio capire se vuole rinunciare alla qualità dell’olandese davanti… Deve decidere se sfruttare il ‘Musettone’ là in mezzo con la qualità di Reijnders davanti, oppure se andare con i due ‘pulsoni’ Pobega e Musah ai suoi lati: è proprio una questione filosofica”.

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