Papin: “Ho spiegato ad Adli il suo problema, Giroud è come Sanchez”

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Piero Mantegazza
Nato in provincia di Como nel 2000, laureato in Economia dei beni culturali e dello spettacolo. Ho mosso i primi passi nel giornalismo a “La Provincia di Como” per poi passare a Radio Rossonera. Raccontare lo sport è la mia passione: calcio e tennis non devono mai mancare. Fin da bambino il focus è il Milan, che è come una seconda famiglia. Innamorato delle bandiere e delle loro ineguagliabili storie, ormai sempre più in via d’estinzione

Jean-Pierre Papin a tutto Milan: i ricordi con Van Basten, il pallone d’oro, il rapporto con Adli e Giroud e i consigli verso il PSG

L’ex attaccante del Milan, Jean-Pierre Papin, è intervenuto dal palco del Festival dello Sport organizzato da Gazzetta: il pallone d’oro ha un rapporto speciale con Olivier Giroud, ha incontrato Adli per avvertirlo sulle difficoltà del calcio italiano e ora lavora al fianco di Gattuso.

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“Andai via dal Marsiglia dopo anni stupendi, 6 anni incredibili con tanti gol segnati e diversi trofei vinti. Nell’ultima partita con l’OM salutai i miei tifosi e dissi che sarei andato a giocare per il Milan. Marsiglia per me è stato il posto dove sono diventato giocatore, ma decisi di scegliere il Milan perché era il mio sogno. In quel periodo era la squadra più forte del mondo e avere l’opportunità di giocare per questo club era un vero privilegio. In più avrei giocato con Marco Van Basten che era un idolo per me. Al Milan eravamo io, Gullit e Van Basten: tre Palloni d’oro. Poco altro da aggiungere. La squadra più forte del mondo”.

Che ricordo ha del Pallone d’Oro vinto?
“Quando vinsi il Pallone d’Oro mi chiamarono a casa. Pensai a uno scherzo e misi giù. Chiamarono 5 minuti dopo e rispose mia moglie, capì lei che era tutto vero. È un premio che resta per tutta la vita, un qualcosa di meraviglioso. Ai miei tempi non credo che valesse di più o che comunque fosse più complicato vincerlo. Devi essere molto bravo, sempre”.

Come fu il primo approccio con Silvio Berlusconi?
“Il primo incontro con Berlusconi fu ad Arcore. Mi fece arrivare a prendere in aeroporto. Quando entrai a casa mi accolse cantando una canzone francese al pianoforte. Dentro di me pensai: ‘Ma dove sono finito’. Pranzammo insieme e mi parlò in francese. Vidi tutti i trofei che aveva vinto e che erano lì ad Arcore. Il suo Milan era davvero un altro mondo. Parlo spesso con Giroud e a lui ogni volta che parla del Milan viene la pelle d’oca”.

Come giudica la sua avventura in maglia rossonera?
“Al primo anno di Milan ho perso la finale di Champions League contro il Marsiglia. Per me fu la seconda finale persa, pensavo che probabilmente ero un gatto nero. Dovevamo vincere con l’OM contro la Stella Rossa e invece non giocammo come sapevamo fare e perdemmo ai rigori. Ricordo le parole di Tapie, il presidente del Marsiglia, dopo quella sconfitta con il Milan. Mi rassicurò. Vincemmo l’anno dopo contro il Barcellona, ma non giocai perché ero in tribuna. Fu tutto facile, era come se avessi giocato anche io”.

Che partita si aspetta fra Paris Saint-Germain e Milan in Champions?
“Loro hanno preso un bravo allenatore come Luis Enrique. Il problema per i rossoneri è bloccare Mbappé perché resta il più forte di tutti. Serve una partita perfetta come quella che ha fatto il Newcastle contro di loro. Kylian è un killer, può fare la differenza in un istante. Rafael Leao è altrettanto capace ma da questo punto di vista è meno continuo nell’essere decisivo rispetto a Mbappé. Mi aspetto comunque una partita equilibrata. Mbappé deve vincere il Pallone d’Oro, il problema per lui è che non basta fare grandi cose nel campionato francese. Donnarumma per me è uno dei migliori portieri in Europa. Non so perché in alcune partite importanti faccia delle cacate incredibili”.

Che rapporto ha coi francesi del Milan attuale?
“Parlai con Adli perché vivevo a Bordeaux. Gli dissi che aveva un problema per il calcio italiano: non sapeva difendere. Aveva solamente la classe offensiva. Adesso ha capito qual è il problema, si è adattato al calcio italiano e Pioli ha saputo lavorarci. Con Giroud ci sentiamo tutti i giorni, mi ha raccontato anche della partita con il Genoa in cui ha fatto il portiere. Solamente un pazzo poteva fare quella scelta ma lui è un professionista esemplare. Giroud arriva un’ora e mezza prima dell’allenamento e se ne va due ore dopo. Fa la preparazione invisibile di cui tutti hanno bisogno ma tutti non fanno”.

Cosa fa oggi?
“Ora sono consigliere del presidente del Marsiglia e sono felice che Gennaro Gattuso sia il nostro allenatore. Ha i valori giusti per il nostro club. Devo dire che mi sono divertito davvero tanto con Igor Tudor, ha valorizzato Alexis Sanchez che è uno come Giroud e cioè un professionista esemplare: arriva due ore prima e se ne va due ore dopo. Ho subito detto che Gattuso dopo Marcelino era la scelta giusta”.

Parlate anche di Milan con Gattuso?
“Con Gattuso parliamo tanto di Milan, lo abbiamo fatto già qualche minuto dopo il primo incontro a Marsiglia. Spero che ci possa portare a raggiungere i nostri obiettivi”.

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