Padovan: “Pioli out? Il tifoso parla di pancia, resta anche senza Champions”

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Piero Mantegazza
Nato in provincia di Como nel 2000, laureato in Economia dei beni culturali e dello spettacolo. Ho mosso i primi passi nel giornalismo a “La Provincia di Como” per poi passare a Radio Rossonera. Raccontare lo sport è la mia passione: calcio e tennis non devono mai mancare. Fin da bambino il focus è il Milan, che è come una seconda famiglia. Innamorato delle bandiere e delle loro ineguagliabili storie, ormai sempre più in via d’estinzione

Padovan va controcorrente, difende Pioli e ne ribadisce la stabilità: i tifosi del Milan fanno una polemica sterile

Il capro espiatorio di questo momento difficile per il Milan è diventato Stefano Pioli: Giancarlo Padovan non vuole considerare il pensiero dei tifosi, si concentra sulla società. Ormai è chiaro, il popolo rossonero non è più dalla parte di Pioli, inneggia ad un cambio di guida e preme per una rinascita imminente. Il giornalista crede che il tecnico verrà confermato, ma ne traccia gli obiettivi minimi.

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“No ai Pioli out, la società non si fa condizionare”

Pioli è nel mirino dell’opinione pubblica e i risultati del Milan non sono affatto soddisfacenti. Si sa che il primo a pagare è l’allenatore ed è per questo che la posizione dell’ex Fiorentina è in bilico. Non secondo Padovan, che a Sky Sport 24 ha predicato calma e invitato a decisioni razionali. Cambiare adesso sarebbe controproducente, in primis per le alternative: 

“Momento altalenante per Pioli. Quando deve essere esonerato o quando tutto congiura contro di lui ha il colpo di coda favorevole e positivo che lo rimette in gioco. L’hashtag Pioli out? Il tifoso ragiona con la pancia, e chi ragiona con la pancia non ragiona bene. Lasciamo stare i #PioliOut, quelli non contano per me. Conta la società, e la società non si fa condizionare da questo”.

Padovan: gli obiettivi minimi e le alternative

Ci sono degli obiettivi minimi da raggiungere, senza ci sarebbe per forza il cambio:

“Però vuole arrivare nelle prime quattro e voleva passare il turno di Champions. Questo è il minimo. Io non credo, anzi sono sicuro che se anche non passa il turno di Champions Pioli rimane. Non fosse altro perché si tratterebbe di spendere altri soldi, di prendere un traghettatore e chi se non l’immarcescibile Tudor buono per tutte le stagioni. Ma non può essere buono per tutte le stagioni anche perché il Milan non gioca con quel sistema. Io dico che non rischia, ma è un momento difficile per Pioli. Essere in altalena, una volta su e una volta giù, non conferisce né a lui e né alla squadra sentimenti di stabilità, prospettiva e continuità. È un allenatore un po’ sballottato dalle situazioni più che dalle scelte”.

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