Sacchi: “Vedendo il Brasile mi è tornato in mente USA 1994…”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

In un editoriale sulle colonne della Gazzetta dello Sport, Arrigo Sacchi ha commentato i due quarti di finale di ieri: esce il Brasile, continua il sogno dell’Argentina.

“Avanti Messi e fuori Neymar. Il Mondiale è spietato. La maggior parte della gente immaginava che la semifinale sarebbe stata tra l’Argentina e il Brasile e invece al posto della Seleçao, favorita addirittura per la vittoria finale, ci sarà la Croazia. Diciamo che è una mezza caduta degli dei: vanno a terra i brasiliani, ma restano dentro gli argentini, aggrappati al genio di Messi che è l’autentico valore aggiunto di una squadra che sta crescendo, ma non ha ancora raggiunto il massimo della condizione”.

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Sacchi su Croazia-Brasile: “La Croazia sapeva benissimo che i brasiliani, con una giocata improvvisa, avrebbero potuto cambiare il destino della partita. Così ha impostato una gara di attenzione assoluta, persino maniacale. I difensori centrali non hanno commesso alcun errore, sempre ben protetti dai centrocampisti. E poi, su ordine dell’allenatore, hanno cercato (e spesso ci sono riusciti) di nascondere il pallone alla Seleçao: impresa non semplice, ma i croati hanno dimostrato di essere un collettivo, di avere la modestia e l’umiltà necessarie per poter affrontare una simile sfida. Là davanti, cioè in attacco, non avevano molto, questo è vero, però con l’altissima intensità prodotta sono sempre riusciti a restare dentro la partita. E poi è successo quello che nessuno si aspettava. Il Brasile è passato in vantaggio con una bellissima azione di Neymar, pareva che tutto fosse finito lì, e invece i ragazzi di Tite hanno cominciato a giochicchiare e hanno subito il gol del pareggio in contropiede. Incredibile! Cose che accadono soltanto in un Mondiale, perché al Mondiale tutti danno la vita. Se si gioca per centoventi minuti, le squadre lottano per centotrenta. E la Croazia, che ha avuto il merito di non arrendersi e saper nascondere il pallone ai brasiliani, che è come portar via il pallone ai bambini (mica si divertono, no?), si è guadagnata la semifinale ai calci di rigore. Più freddi e più determinati, i croati, dal dischetto. E anche il Brasile, adesso, capirà quanto dispiace perdere ai rigori: io, purtroppo, ne so qualcosa e confesso che, guardando la sfida in televisione, mi sono tornate in mente molte immagini e molte sensazioni di quello che provai a Pasadena nel 1994”.

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Sacchi su Olanda-Argentina: “Meno interessante, dal punto di vista tecnico, il quarto di finale tra Argentina e Olanda. Nel primo tempo ho visto pochissima qualità: soltanto quando prendeva il pallone Messi la scena si illuminava. Mi ha stupito l’Olanda: le squadre di Van Gaal, di solito, sono coraggiose, votate all’attacco, arrembanti. Invece, in questo Mondiale, gli olandesi hanno atteso. Si vedeva che la prudenza dominava l’ambiente: cinque difensori per l’Olanda e cinque difensori per l’Argentina, nessuno aveva intenzione di scoprirsi troppo. Poi Messi ha inventato per Molina e lì si è aperta la scatola. Il raddoppio su rigore pareva aver chiuso i conti e invece, nella ripresa, sul 2-0 per l’Argentina, Van Gaal ha inserito diversi attaccanti, ha aggiunto centimetri, l’ha messa sul piano della battaglia e del duello fisico e ha cominciato a lanciare palloni in mezzo all’area di rigore avversaria. Mossa giusta, ma l’Argentina ha commesso un errore imperdonabile: non si doveva permettere agli spilungoni olandesi di arrivare vicino alla porta, bisognava restare alti con la linea difensiva. Ripeto sempre: se ti porti il becchino in casa, significa che c’è il morto. E guarda caso, proprio nel finale, ecco la rete del pareggio olandese. Va detto che in questo Mondiale la qualità del gioco non è sempre altissima e il motivo è semplice: le Nazionali si allenano poco, dunque possono provare pochissimo gli schemi e i movimenti che sono essenziali. A conti fatti, comunque, il successo dell’Argentina è meritato, anche se giunto ai calci di rigore. Nei tempi supplementari Messi e compagni hanno fatto qualcosa di più dell’Olanda, hanno cercato il gol, ha provato a dare emozioni alla gente. La nazionale di Van Gaal è invece rimasta passiva, e alla lunga questo non è un atteggiamento che paga”.

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Arrigo Sacchi

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