Milan, Okafor: “Pazienza e merito le chiavi. Un gol fu decisivo”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Milan, Noah Okafor dall’arrivo al prossimo futuro: spazio alla sua intervista tra sicurezze e obiettivi

L’attaccante del Milan Noah Okafor concede un’intervista a Transfermarkt. Tanti i passaggi interessanti: li ripercorriamo uno alla volta.

Parola a Noah

L’ARRIVO AL MILAN –  “Sono arrivato in Italia con un piccolo infortunio, quindi inizialmente sono rimasto ad allenarmi da solo, lontano dalla squadra. Mi avevano già contattato dopo la partita di Champions League, quando gli feci gol nella fase a gironi 2022/23. Non si è riusciti a trovare un’intesa in inverno, ma fortunatamente ci siamo riusciti l’estate scorsa. Avevo altre opzioni, ma sono stato affascinato fin da subito dal Milan. Per me è un grande passo in avanti, non bisogna dimenticarlo. Ho grande fiducia in me stesso”.

ASPETTATIVE – “È questione di sapersi adattare: sapevo come sarebbe stato venire qui. A San Siro ho giocato da avversario con il Salisburgo. Qui è tutto diverso, hai un big match a settimana e lo stadio è sempre pieno. Se sai calarti correttamente in un contesto simile, non puoi augurarti cosa migliore. Forse solo due o tre club considero più grandi del Milan. Ho trovato un ambiente caloroso e sono entrato subito in sintonia con gli altri compagni. Leao mi hai aiutato molto a farmi integrare”.

LEAO –  “Abbiamo caratteri simili (ride, ndr). Condividiamo le stesse idee, in campo e fuori. Amiamo scherzare e siamo giocatori simili per caratteristiche. Concorrenza? Non mi crea preoccupazione. Ero consapevole che non sarei stato una prima scelta e che avrei dovuto pazientare per avere la mia occasione. Io devo farmi trovare pronto, meritarmi il posto e diventare un titolare. Si possono fare progressi anche in breve tempo”.

SQUADRA E PIOLI – “Qui ci sono giocatori con grande esperienza. Posso imparare in ogni allenamento e spezzone di gara. Il mister mi parla spesso, conosce le mie qualità e le tiene in considerazione. Mi ha detto di continuare per questa strada: arriverà il mio giorno”.

IL SOGNO – “Prendevo sempre il Milan a Pro Evolution Soccer (ride, ndr). Aveva i migliori calciatori, ha vinto la Champions League 7 volte. Come potevo non ammirarlo? Il mio obiettivo da bambino era raggiungere una squadra di livello così alto. Ora ci sono, sto bene e così vorrei restare, libero da infortuni”.

IL RUOLO – “Io mi sento un’ala sinistra, ma lì c’è Rafa e devo aver pazienza. Ma mi vedo bene anche come seconda punta”.

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