Le parole di Paolo Scaroni, presidente del Milan, a DAZN sul nuovo stadio di Milano costruito insieme all’Inter
Nella nuova puntata di Stadi 5-0, format di DAZN, i presidenti di Milan e Inter Paolo Scaroni e Beppe Marotta, hanno parlato del nuovo stadio di Milano. Il numero 1 rossonero, in particolare, si è focalizzato sulle motivazioni che hanno portato alla scelta di costruire un impianto nuovo, e in comune con i nerazzurri. Di seguito l’intervento integrale di Paolo Scaroni.
Le parole del presidente rossonero sul nuovo stadio del Milan
“Cosa non funzionava più nel modello di stadio tradizionale?” – “Che cosa funzionava davvero? Che siamo affezionati e che si vedono bene le partite. Tutto il resto no: l’accessibilità, la sostenibilità, la sicurezza e il comfort, cose che invece gli stadi moderni forniscono”.
“Che servizi fornirà ai tifosi e alla città?” – “Comincio col dire che sarà uno stadio bellissimo, una gloria per Milano, che è sempre di più una città d’attrazione. Con l’aiuto di RedBird e di Gerry Cardinale vogliamo fare di questo stadio un punto di ritrovo valido per tutta la settimana. Avrà 71.500 posti e daremo l’opportunità ai nostri tifosi di passare tempo confortevole allo stadio, come offrono gli stadi moderni inglesi e tedeschi”.
“Come mai uno stadio in due e non due stadi differenti?” – “Ci abbiamo messo 7 anni per fare uno stadio, immaginatevi quanto ci avremmo messo per farne due differenti. Abbiamo il vantaggio di avere esigenze uguali, e questo ci facilita la vita. Fare di questo stadio un luogo dove due grandi clubs internazionali si confrontano, farà in modo che sarà un’icona più di quanto non lo sia stato San Siro fino a oggi”.
“C’è l’idea di richiamare la vecchia struttura di San Siro?” – “I nostri architetti stanno lavorando, e mi aspetto nelle prossime settimane di ricevere delle selezioni di proposte. Quello che posso dire è che sarà molto verticale, con gli spalti ancor più vicini al campo. Avremo tutte le facilities digitali ed elettroniche, in modo tale da poter vedere ancor meglio la partita rispetto a oggi”.
L’Italia e il problema stadi
“Cosa bisogna fare a livello amministrativo e burocratico per semplificare l’ammodernamento degli stadi in Italia” – “Quando ho cominciato a dire che il Meazza era uno stadio vecchio, anche i miei amici mi davano del pazzo. Di fronte a questa posizione dell’opinione pubblica, capisco anche che l’amministrazione comunale avesse delle remore. Si è visto andando avanti cosa sono oggi gli stadi moderni, anche grazie alle televisioni, e quindi anche l’opinione generale e cambiata. Quando l’amministrazione comunale ha cambiato visione decidendo di costruirne uno nuovo nell’area del Meazza, siamo riusciti ad andare avanti rapidamente, nel rispetto delle regole. L’Italia è un paese complicato, ma ho avuto a che fare con Comune, Regione e Belle Arti, e ho trovato tutti cooperativi. Sarà nominato un commissario per gli stadi, e sono ottimista per il rinnovamento delle infrastrutture sportive italiane”.